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I reperti preistorici in Calabria

La Calabria ha una storia artistica antica tale da affondare le proprie radici in tempi protostorici.

scavi Reperti raccolti, come quelli della grotta di Torre Talao a Scalea o il graffito di Papasidero, nella grotta del Romito, testimoniano la presenza di insediamenti umani, fin dal periodo Paleolitico e una presenza ancora più diffisa nel Neolitico.

Nell’ età di bronzo si svilupparono dei veri e propri centri urbani, di cui ancora oggi restano delle tracce A Francavilla e a Lagaria.

Maggiore fu il numero di insediamenti nell’ età del ferro a Krimisa dove ta il 1924 e 1929 sono stati trovati dall ‘archeologo Paolo Orsi dei vasi d’impasto e bronzi, altri reperti sono stati rinvenuti a Francavilla Marittima, a Cirò Superiore sono state trovate sei asce bronzee, oggi conservate al museo di Reggio Calabria.

Mentre a Cosenza è stata rinvenuta una necropoli di tombe a fossa ricche di corredi formati da ceramiche a vernice nera, spiedi e sostegni in piombo secondo l uso italico.

Le prime colonizzazioni elleniche iniziarono tra il VIII e il VII secolo a. C. vennero fondate le” città” di Reggio, Sibari, Crotone e Locri, che riprendevano la struttura della polis greca..
Nella Magna grecia si perpetuava la concezione greca fondata sul perfetto equilibrio tra umanità e natura, dove le deggi dello stato traevano la loro origine dalle leggi naturali.
Il tema fondamentale dell arte greca era il mito, ovvero il racconto figurato delle antiche saghe sulla genesi del mondo e le prime vicende del genere umano.

Le immagini erano ideali di attività o virtù umani come la bellezza e la sapienza , il valore guerriero..
Un tipico esempio sono i Bronzi di Riace