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Natuzza Evolo

A Paravati, un paesino di circa tremila persone vive Natuzza Evolo.

La vita di Natuzza è semplice e umile, ma allo stesso tempo straordinaria, per il nascere e crescere di alcuni fenomeni di cui lei è ignara spettatrice e docile strumento.

Natuzza non è mai andata a scuola, non sa leggere né scrivere. A otto anni riceve la “visita” di san Francesco di Paola - grande santo calabrese (1416-1507) - e le sembra una cosa del tutto normale. Quando riceve la prima Comunione, invece, si accorge che la sua bocca si riempie di sangue. Lei lo inghiotte, pensa di “aver mangiato” Gesù e di aver fatto peccato, ma ha paura di dirlo al sacerdote e torna a casa contrita.

Fin da bambina ha il dono della bilocazione e di parlare con l’angelo custode, un bambino di ottonove anni che la guida e la consiglia nel dare risposte che solo una persona colta potrebbe dare.

Vede Gesù, la Madonna, Padre Pio e altri santi. Vede i defunti e conversa con loro, ha sudorazioni ematiche più evidenti durante la Quaresima con l’aggiunta delle stimmate che si trasformano, a contatto con bende o fazzoletti, in emografie .

La sua casa è sempre stata meta di migliaia di persone che affdano a lei sofferenze, malattie, invocando conforto. Conforto che lei dà a tutti .
Ho imparato anche che é necessario pregare , con semplicità, umiltà e carità, presentando a Dio le necessità di tutti, vivi e morti .

Per questo su richiesta della Madonna, si è costruita una chiesa dedicata al Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime e i cenacoli di preghiere