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O l’uno o l’altro

Preciso come un orologio, anche a Euro 2000 si è ripresentato nella squadra italiana il Dualismo: Totti o Del Piero?

Prima furono Rivera e Mazzola, poi Baggio e Zola, poi ancora Baggio e Del Piero: e oggi, Totti e Del Piero. Ma è un italico vizio, o un masochistico modo per farsi del male, o semplicemente uno scherzetto inventato ad arte dall’allenatore di turno? Sì, perché ormai sembra assodato che non possa esistere nazionale italiana senza un dualismo tra numeri 10.
Del Piero dice: “Non c’è nessun duello.” Totti ripete: “Siamo tranquilli, e possiamo coesistere.” Eppure i milioni di tifosi italiani, nel loro ruolo di commissario tecnico virtuale, non fanno che parlare di questo: è meglio Del Piero, è meglio Totti (tu che dici?). E in mezzo c’è quella sfinge di Zoff, che a uno dice che le gerarchie ci sono ma si possono sovvertire, che a un altro dice che Del Piero ha cominciato benino, ma ora sta bene. E che ripete che ci vuole equilibrio, equilibrio, equilibrio.
Dunque non resta che prendersela con questo benedetto equilibrio se non possiamo vedere insieme i due più grandi talenti italiani. Un dubbio però resta: ma la Francia campione del mondo, che fa giocare Zidane, Djorkaeff, Henry e Anelka, a questo equilibrio ci pensa o no?