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Siamo in finale!

Dopo 120 drammatici minuti gli azzurri sbancano la roulette dei rigori e vincono la partita con l’Olanda. Domenica Italia-Francia.

Un buon inizio per questo pezzo potrebbe essere “I gladiatori italiani espugnano l’Arena di Amsterdam”, ma poi quando la riavrò la fortuna di sbeffeggiare Crujff? Sì, Crujff, quello che diceva “L’Italia non può vincere, solo l’Olanda può perdere”. Beh, mi dispiace, mister Crujff, l’Italietta è in finale e tu davanti alla tv.
Esaurito il preambolo del fair-play, passiamo alla partita. Epica, soffertissima, da raccontare ai nipoti. Il primo tempo praticamente l’Italia non lo giocava: era spaesata, confusionaria, arrendevole. Evidentemente gli azzurri non hanno dato retta a Zoff, ma al lunghissimo striscione dei tifosi che diceva: “catenaccio!”. In più ci si metteva l’arbitro tedesco Merk, che in un battibaleno espelleva Zambrotta e dava un rigore assurdo agli olandesi, che San Toldo respingeva.
Il secondo tempo vedeva gli azzurri più tranquilli e propensi al gioco, e gli arancioni non erano più pericolosi. Poi, quando stavamo venendo fuori bene, altro rigore: palo, grazie a Dio.
Allora ecco i supplementari, con Delvecchio che quasi fa il golden gol, e i rigori tremendi rigori, che da dieci anni ci dicevano sempre male. Ma il nuovo millennio è con noi: tre a uno, ed è finale!