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Trap, era quasi fatta!

Pareggio 2-2 in Ungheria nella prima partita della gestione Trapattoni, ma l’Italia ha sciupato più volte il terzo gol.

Dove eravamo rimasti? Ah, sì, la finale contro la Francia persa agli ultimi secondi quando sembrava già vinta. Come abbiamo ricominciato? Una partita pareggiata negli ultimi minuti quando sembrava già vinta: evidentemente è un italico vizio. Stavolta però non avevamo di fronte i campioni del mondo, ma i modesti ungheresi: palleggiatori quanto si vuole, volenterosi quanto si vuole, ma nettamente inferiori. Eppure sono riusciti a strapparci un pareggio, che poi alla fine hanno festeggiato come fossero a capodanno. Ed effettivamente non avevano tutti i torti ad esultare così, visto quello che avevano rischiato.
Ad essere un po’ cattivelli, potremmo dire che i giocatori italiani sono stati un po’ polli, visto che hanno preso due gol su tre tiri subiti. Ad essere più ragionevoli e soprattutto più buoni, potremmo dire che ci hanno messo lo zampino in egual misura la sfortuna (Del Piero tu che ne dici?) e la stanchezza. Infatti il pareggio ungherese di Horvath (suo anche il primo gol) è arrivato a pochi minuti dalla fine in scivolata dopo una mischia di cinque giocatori davanti a Toldo. E prima di questa sfortunata rete l’Italia si era comportata bene, per essere all’esordio della gestione Trap. Tra gli altri, il solito Inzaghi rapace davanti alla porta (doppietta), il solito Totti splendido suggeritore (l’assist del secondo gol un vero gioiello), il solito Toldo sicuro. Come contro la Francia, tanto per non alimentare il solito tormentone, è mancato il gol di Del Piero che avrebbe chiuso la gara (un tiraccio mandato alle stelle su assist ancora di Totti). Purtroppo per il Trap l’esordio non è stato vittorioso, ma l’Italia dai piedi buoni promette bene, ci rifaremo.

stefikit@supereva.it

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