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Ma che cos’è una sciabolata?

A volte il lessico di telecronisti e radiocronisti si fa epico, a volte troppo aulico, a volte troppo tecnico. Ma che significano quelle strane parole?

Sì, lo so, a volte anche una cosa facile facile come una partita di calcio può opporre degli ostacoli insormontabili per il semplice umano seduto in poltrona. Ma che ci volete fare, anche i giornalisti sportivi sono tutti un po’ ambiziosi e si sentono bravi bravi come Gianni Brera. Così capita di sentire termini come sciabolata, soporifero, rasoiata, se non di più contorto. Ok, a noi esperti di calcio può far piacere sentire nuovi termini, ma il semplice fan che non capisce un’acca di pallone, o il sessantenne che ha fatto la quarta elementare, cosa capiscono? No problem, c’è qui la vostra cara guida di calcio. Allora, una sciabolata è un gran tiro da lontano che un giocatore scaglia verso la porta. Di solito tale termine è seguito dalla frase “Non va!”, poiché 99 volte su 100 il tiro va fuori: è ormai statisticamente provato che quando Piccinini (il giornalista Mediaset progenitore della sciabolata) urla sciabolata, porta sfiga al giocatore che ha tirato.

Una rasoiata è più o meno simile alla sciabolata, la differenza è che è un tiro che viaggia veloce a pelo d’erba. Se poi il telecronista vuole fare una magia degna di Baggio, vi dirà che la rasoiata ha fatto la barba al palo (ma dev’essere uscita di poco). Il termine soporifero è stato invece usato per primo dal grande Galeazzi Giampiero, l’uomo dal respiro profondo, che aveva così definito un primo tempo alquanto noioso e palloso. Questa lezione termina qui, perché non vuol diventare barbosa come una telecronaca di Pizzul, arrivederci alla prossima.

Ma che cos’è una ripartenza?