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Ma come si esulta dopo un gol? (2)

Il nostro maestro di calcio nell’odierna lezione ci insegna a festeggiare adeguatamente un gol. Vediamo come si fa...

Non vi sono bastati i modi di esultare elencati nell’intervento precedente? Volete altre ispirazioni? Eccovi accontentati.
Modello “Scusa quanto mi dispiace” (da applicare quando si è un ex): si abbassa la testa e si cammina con aria da funerale senza sorridere minimamente.
Modello “leccapiedi”: si inizia una corsa furente scanzando qualsiasi cosa cerca di abbracciarvi, e ci si getta festanti sull’allenatore, magari dicendogli sottovoce “Questo è per te” (mi raccomando, il “ti amo” tenetelo per altre occasioni).
Modello “ninna nanna” (da applicare quando si è appena diventati padre): si corre per qualche metro per poi fermarsi di botto, e a questo punto si fa finta di cullare un bambino (le lacrime delle donne in tribuna sono garantite).
Modello “io sono duro”: nessun sorriso, nessun braccio in alto e nessuna faccia contenta, anzi un gran muso e un calcio a qualsiasi cosa sia nelle vicinanze (la bandierina, i cartelloni pubblicitari, i fotografi…).
Modello “amore eterno”: da attore provetto ci si dirige verso la telecamera accesa e si urla “Ti amo” alla propria donna; garantisce il successo amoroso entro tre ore dalla fine della partita (inventore ancora Batigol).
Se non vi sono bastati tutti questi esempi, forse siete tra quelli che possono inventare una nuova esultanza: mi raccomando, però, prima cercate di segnare.

stefikit@supereva.it

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