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Ma come si esulta dopo un gol?

Il nostro maestro di calcio nell’odierna lezione ci insegna a festeggiare adeguatamente un gol. Vediamo come si fa...

La palla si trova ai vostri piedi, viene colpita alla perfezione, entra leggiadra in rete: gol! A questo punto esplode l’adrenalina: come controllarla, come esaltarla, insomma, come esultare? Qualche anno fa si alzavano semplicemente le mani in aria e si correva un po’ per il campo col sorriso sulle labbra. Al limite se si era ai Mondiali si emetteva un lacerante urlo tipo Tarzan (vero Tardelli?). Ma adesso siamo nel Duemila, modernizziamoci! Prendiamo esempio dai campioni di adesso.
Modello “John Rambo“: dopo aver fatto gol, si fa una faccia cattiva, si finge di imbracciare un mitragliatore, e si corre per il campo sparando a tutti (inventore Batistuta).
Modello “moscacieca“: ci si mette la maglia davanti alla faccia e si comincia a correre. Un po’ scomodo per la vista, ma remunerativo se la t-shirt sotto la maglia ufficiale reca uno sponsor (inventore Ravanelli).
Modello “bau bau“: si chiamano a raccolta un po’ di compagni di squadra, ci si avvicina alla bandierina a quattro zampe, e si fa finta di fare la pipì a mo’ di cani (inventato dai giocatori del Bari).
Modello “circo“: un bel capriolone da vero ginnasta (maestro il grande Hugo Sanchez).
Modello “nun ve sento“: si portano le mani alle orecchie e si fa il gesto di chi non sente, in modo da far urlare i tifosi più forte (inventore Delvecchio).
Ma come, ancora non vi bastano? Allora cliccate su continua.

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