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Ma come si contesta un allenatore?

Che eclatanti gesti usare? Quali sono le parole più convincenti? Giocatori del nuovo millennio: così si contesta un allenatore!

Argomento scottante, quello dei giocatori imbufaliti che ce l’hanno col proprio allenatore: tante se ne sono viste e tante se ne vedranno. Se siete giocatori, e siete arrabbiati perché magari il vostro mister non vi considera e vi tiene in panchina, o perché vi sostituisce sempre, o perché non vi parla e anzi vi evita, ecco alcuni “fulgidi” esempi di grandi contestazioni. Non che io vi istighi a seguire questi esempi, sia chiaro, ma se proprio non siete bravi nelle arti diplomatiche, e non avete faraonici contratti a farvi da scudo…beh, fate voi.
Il più famoso, il simbolo: Giorgio Chinaglia in Nazionale, ai mondiali tedeschi, vistosi sostituito, non esitò a mandare a quel paese il ct Valcareggi, accompagnando alle sue sboccate paroline anche un solenne gesto della mano.
Altra sonora incavolatura da sostituzione fu quella di Taribo West, che a Vicenza, oltre sproloquiare nella sua incomprensibile lingua madre, si tolse la maglia e la gettò con violenza a terra in faccia al basito Simoni.
C’è poi l’incavolatura per non essere stato inserito tra i titolari. Questa incavolatura, se accompagnata dalla segnatura di un gol, può rivelarsi la più rabbiosa: come dimenticare il Ravanelli juventino che appena entrato segna, e indica Lippi col ditino urlando “St****o questo è per te!!!”?

…continua…