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Questo pazzo calcio

Nicola ci ha preso gusto, e ha scritto un altro articolo per noi: miliardi che volano di qua e di là, giocatori simbolo che cambiano squadra, ma il calcio sarà pazzo davvero?

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Negli ultimi giorni stiamo assistendo ad un calcio sempre più frenetico, pazzo, e a tratti senza una spiegazione logica. Pensiamo a tal proposito al calcio mercato, che sta riservando dei colpi impensabili fino ad un paio di anni fa, quando nel calcio ancora esisteva il ruolo della bandiera, del calciatore simbolo di una squadra e di una città. Pensiamo a Rui Costa che lascia la Fiorentina dopo sette anni, ad Inzaghi che lascia la Juventus dopo esserne stato uno dei più prolifici bomber della sua storia, a Zidane che lascia la Juve dopo 5 anni. Tutto ciò è contornato però da strategie che poco hanno a che vedere con la logica. La più attinente al nostro caso riguarda la Juventus.

Nelle dichiarazioni della dirigenza bianconera si è sempre puntati il dito sulla costruzione di una squadra ancora più forte dell’anno scorso, che sia finalmente in grado di vincere la tanto desiderata Coppa dei Campioni, e a tal fine la società bianconera ha compiuto degli acquisti grandiosi investendo cifre a dir poco esose per una società che aveva fatto delle spese non folli il suo marchio di fabbrica. La juventus ha acquistato Buffon, considerato da tutti come il miglior portiere del mondo, pagandolo 105 miliardi; ha comprato Thuram, considerato il miglior difensore del mondo pagandolo, 75 miliardi, e Nedved, pagandolo altrettanto, e probabilmente acquisterà anche Vieri.

Ma secondo me il fatto più clamoroso di questa campagna acquisti è rappresentato dalle cessioni di Inzaghi e soprattutto Zidane. Ecco, sta proprio qui l’incoerenza della campagna acquisti della Juventus e delle dichiarazioni dei suoi dirigenti, miranti a formare una squadra ancora più forte. A questo punto non posso non domandarmi: “Ma a che serve comprare tanti campioni per formare una squadra più competitiva se poi si cedono Inzaghi, uno che è stato capace di mettere a segno 89 gol in 4 stagioni con la casacca bianconera, e soprattutto Zidane, considerato da tutti come il miglior calciatore del mondo attualmente in circolazione, e che è senza dubbio il faro del gioco bianconero?
Mi dispiace, ma secondo me la Juve è uscita meno competitiva da questa campagna acquisti.

Ora puntiamo lo sguardo su un altro fatto calcistico che mi ha molto colpito, e cioè la contestazione di una frangia dei sostenitori laziali contro il presidente Cragnotti all’indomani della cessione di Nedved. Abbiamo visto tutti in tv le immagini vergognose di tale contestazione, che si è verificata sotto l’abitazione del presidente Cragnotti, e che ha costretto il numero uno laziale a stare segregato in casa con la famiglia e lo ha spinto a voler chiudere con la Lazio e con il calcio. Anche questo caso dimostra l’incoerenza che in questo momento sta attraversando il mondo del calcio. Ma come si può contestare un presidente che non molti anni fa ha salvato la Lazio dal fallimento, e in pochi anni ha portato questa società a primeggiare in Italia e in Europa, portando di nuovo il calcio che conta nella capitale e rompendo il dominio juve-milan (che tra l’altro fino a quel momento l’aveva fatto da padrone)?

Non è giusto che questi 4 cialtroni, come giustamente li ha definiti il presidente Cragnotti, possano con il loro comportamento irresponsabile determinare una situazione del genere, che rischia di avere ripercussioni gravi non solo sulla società Lazio, che rischia di ridimensionarsi, ma su un’intera città che finalmente aveva ritrovato una posizione di primo piano sulla scena calcistica non solo italiana ma internazionale. Il presidente Cragnotti deve tenere duro e andare avanti per la sua strada e fare ciò che ha fatto fino ad adesso, cioè quello che crede sia meglio per la sua società. D’altro canto non dimentichiamo che coloro che hanno inscenato la protesta sono lo stesso gruppo che ogni domenica allo stadio dà vita ai cori razzisti che tanti guai hanno procurato alla società. Tifosi che hanno fatto dell’inciviltà, ignoranza e ingratitudine la loro arte di vita e il loro pane quotidiano!

scritto da…Nicola Schettino