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Francesco Coco

Il ritratto del giovane terzino del Milan e della Nazionale, scritto da Melissa Carretta, con tanti dati e curiosità.

Questo intervento è stato scritto da Melissa Carretta. Vuoi scrivere anche tu un intervento? Fallo!

Francesco Coco è nato a Paternò (Catania) l’ 8 Gennaio 1977. E’ alto 1.81 e pesa 78 Kg. Come numero ha scelto il 77, cioè qualcosa che avesse un significato: la sua data di nascita. All’età di 3 anni si trasferisce a Legnano, in provincia di Milano, e qui avviene la svolta nella sua brillante carriera calcistica. Inizialmente giocava nel Como, poi, notato da dagli osservatori del Milan, va a giocare nelle giovanili rossonere.
Ha esordito in A il 27 Agosto 1995 in Padova -Milan 1-2. In questa partita, Francesco è legato anche ad un altro ricordo. Franco Baresi in quell’occasione segnò il gol della vittoria, e questo gol lo dedicò a Coco, come augurio per la nuova carriera.
Nel 1997 va al Vicenza, tappa che lui stesso considerava obbligatoria: aveva 19 anni e doveva ancora farsi le ossa. Inoltre aveva avuto un’infortunio al ginocchio e quindi aveva giocato poco; poi aveva problemi con l’allenatore: “In quel momento – dice – avevo paura e non tornare a Milanello per dimostrare la mia forza, e dopo non avrei avuto un’altra carta per giocare le mie chances”. Fortunatamente però l’Europeo under 21 gli ha dato la spinta giusta.
Poi finalmente torna al Milan, dove ottiene la maglia da titolare fisso. Il suo sogno è quello di finire la sua carriera nel Milan.

Lui racconta…
I pensieri al momento di entrare in campo all’esordio con la Nazionale, con la Romania…
“Nei giorni di ritiro mi sembrava tutto normale, poi quando ho dovuto organizzare tutti i biglietti per i famigliari e gli amici, ho cominciato a sentire la tensione della partita. E’ stata una grande soddisfazione per me, pensare che tutte quelle persone avrebbero creduto in me. Poi è arrivata la paura. Non riuscivo a dimostrare il mio valore, però pensandoci bene, è stata un’emozione travolgente, direi giusta.
Ho più amici fuori dal campo, che dentro, perchè il nostro è pur sempre un lavoro e stringere rapporti di grande amicizia è molto difficile. Il mio più grande amico dentro al campo è Christian Abbiati, perchè ci conosciamo da tantissimo tempo, perchè abbiamo la stessa età e poi perchè abbiamo giocato contro nelle giovanili: lui giocava nel Corsico, io nel Milan. Poi venne a fare un provino e ci siamo ritrovati 3 anni dopo, quando la società lo aveva finalmente acquistato.
Con lui l’amicizia è molto forte (infatti provate a guardare l’abbraccio che si scambiano all’inizio di ogni partita). Questo abbraccio prima della partita non ha un significato particolare. L’abbiamo fatto durante la fase finale degli Europei Under 21, e ci è andato bene, visto il risultato.

Musica: passa la maggior parte del suo tempo libero ascoltando musica, non ha generi preferiti, resta interi pomeriggi ad ascoltare musica a tutto volume. La sua canzone preferita è “Riders on the storm” dei Doors. Per lui è un simbolo come Jim Morrison, uno dei suoi idoli, che riesce a dargli la carica e la concentrazione prima di una partita.
Cibo preferito: “Pasta in caciata”, una ricetta tipica siciliana con le melanzane, la ricotta salata e un sugo particolare. Ovviamente la ricetta è quella di sua nonna.
Persona che gli piacerebbe incontare: Renato Zero.
Un regalo importante che vorrebbe fare: alla nonna paterna. Riuscire a farle vincere la paura di volare, in modo che possa andare a Milanello per vedere Francesco giocare dal vivo.
Curiosità: lui da piccolo era juventino, e suo padre lo portava sempre a vedere le partire dei bianconeri.

scritto da…Melissa Carretta