Sembra facile fare il Presidente, vero? Basta avere un bel po’ di miliardi, le capacità del bravo imprenditore, una sana fede da tifoso, e il gioco è fatto. Ma la realtà non è proprio questa: per fare il “vero” Presidente di serie A servono alcune caratteristiche fondamentali, che ora vi elencherò. Ad esempio, siete sicuri di riuscire ad avere lo stesso fiuto per i giocatori stranieri che hanno i “veri” Presidenti di serie A: sareste capaci di scovare all’estero gente come Redondo (fuori da un anno e mezzo), Cesar Gomez, Pablo Garcia, O’Brien, o, per tornare al passato, Zahoui, Blissett, Rush, Pedrinho (tutti pipperi comprovati)?
Siete capaci di salire sulla balaustra dello stadio per esultare, come Cecchi Gori, o di essere inquisiti per vari reati ed essere insultati da un’intera città, sempre come Cecchi Gori? Siete capaci di andare in giro con una faccia da funerale e una voce da zombie come Campedelli, anche se la vostra squadra neopromossa va a San Siro ad asfaltare la capolista Inter? Siete capaci di strapazzare e sgridare e mandare in ritiri punitivi i vostri giocatori una volta sì e l’altra pure, come Gaucci? E poi la settimana dopo dire che i vostri giocatori sono splendidi, sempre come Gaucci?
Sarete mai capaci di accordarvi con un altro vostro amico imprenditore per gestire la società, e poi dopo un annetto ritrovarvi in tribunale a darvi dell’impostore, come fanno da un po’ Ferlaino e Corbelli? E infine, la cosa più difficile di tutte, la domanda da un milione di dollari: sareste capaci di diventare il secondo uomo ad essere contemporaneamente Presidente di serie A e Presidente del consiglio? Mah, un giorno avevo sognato pure io di diventare Presidente di una squadra di calcio di serie A, ma ora mica lo so se sono tagliato.

Lucio








