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All’inseguimento della coppetta

La tre giorni di Coppa Italia ha detto Brescia, Parma, Juventus e Milan. Il torneo sta arrivando alle semifinali, si fa sul serio.

All’inizio la Coppa Italia la snobbano tutti: c’interessa il campionato, no c’interessa la Champion’s League, invece a noi ci garba la Coppa Uefa… La Coppa Italia è quell’amico un po’ rompiscatole che si cerca sempre di evitare perché ci disturba ogni volta nei momenti sbagliati. Poi ci si ritrova a febbraio-marzo, e quegli amici che tanto volevamo vedere, come campionato e Champion’s League, se ne sono andati, e guarda un po’ chi ci resta? Proprio quella Coppa Italia che prima si riempiva con riserve e rimasugli.

Così è per il Parma, che punta su di essa per arrivare in Europa. Così è per la Lazio, che la vede come l’obiettivo più raggiungibile. Così è per il Brescia, quella delle piccole che è riuscita ad arrivare in semifinale a confrontarsi con le grandi. Così vorrebbe che fosse l’Atalanta, se riuscirà a riemergere dal 2-4 contro la Juve.

I quarti di finali disputati tra martedi e giovedi hanno visto la Roma uscire per mano del Brescia, che l’ha asfaltata 3-0 dopo averla battuta anche all’Olimpico. Vabbè che non c’erano i titolari, vabbè che i giallorossi sono primi in campionato, ma un po’ d’impegno in più no? Se non altro ci siamo fatti una risata da “Mai dire gol” con il rigore in scivolata di Cassano. Il Parma con uno 0-0 casalingo ha eliminato l’Udinese, facendo fruttare l’1-1 dell’andata, mentre Milan e Juve hanno avuto la meglio su Lazio e Atalanta (era l’andata dei quarti). I rossoneri vincono in extremis 2-1 e i bianconeri con un più largo 4-2 (splendida rovesciata di Colombo e tripletta di Amoruso).

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