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Non pensiamoci più

Oramai i Mondiali sono all’atto conclusivo. E l’Italia non c’è. Con questo intervento chiudo lo Speciale dedicato all’Italia, e la morale è la seguente: “Non pensiamoci più”.

Vedere una semifinale tra Germania e Corea è come vedere la semifinale di un famoso torneo di tennis tra Galeazzi e Topogigio. Eppure l’abbiamo vista. La Germania che è arrivata in semifinale (anzi, ora in finale) vincendo quasi tutte le partite per 1-0, a parte la goleada con quello squadrone di brocchi dell’Arabia Saudita, e la Corea che è arrivata fino a quel punto solo grazie ai gentili servigi di qualche arbitro sommamente fesso (non mi va di dire venduto). E pensando che in quella parte di tabellone ci doveva essere l’Italia non vi viene l’orticaria? Beh, a me sì. Ma non pensiamoci più.

Pensare che un attacco come quello della Turchia (Hakan Sukur, ripeto, Hakan Sukur), o quello della Germania (Klose,Neuville…chi sono costoro?), o addirittura quello della Corea (Pak…Seol…ma per favore…), che vanno in semifinale (escludiamo il Brasile): ma a rileggere l’attacco dell’Italia, non vi viene l’orticaria? Vieri, Totti, Del Piero, Inzaghi, Montella: avere tutto questo ben di Dio e non farlo giocare non è da pazzi? Secondo me sì. Ma vabbè, non pensiamoci più.

Ma soprattutto, vedere un uomo come Byron Moreno, o un fesso come il guardalinee Larsen (il mitico sbandieratore matto di Italia-Croazia), o un autentico cecato come il pelato argentino Rattalino (quello che ci ha negato il golden gol di Tommasi): ma non vi viene voglia di comprare guantoni e mazza da baseball e gonfiarli come canotti? Beh, a me sì. Ma non pensiamoci più. Tanto dovremo aspettare solo 4 anni