Questo sito contribuisce alla audience di

Nedved, salvatore della patria juventina

Un gol del ceco a 5 minuti dal termine dà il pareggio alla Juve nell’accesissima sfida con la Roma. Nel finale cacciato Totti. E ora via alle polemiche.

Novanta minuti intensissimi, emozionanti, spettacolari. Quattro bellissimi gol, tante azioni da sottolineare, e un finale con botte, insulti e cartellini rossi come piovesse. Roma-Juve è stato (anche) tutto questo.

Pronti via e dopo pochi minuti un mancato anticipo di Montero (il peggiore della Juve) dà il la alla classe di Totti: stop di petto e rete. La Roma è più tonica, più grintosa, sfiora ancora il gol con Emerson, e poi trova il raddoppio. Cassano vede il corridoio giusto e Totti lo lancia con un colpo di tacco che meriterebbe tre palloni d’oro e la lode degli accademici. La Juve sembra al tappeto, ma quando meno te l’aspetti arriva il gol: ultimo minuto del primo tempo, testa di Del Piero su calcio d’angolo (ma il suo marcatore era al Caffè della Pace?).

Secondo tempo emozionante come il primo. Lippi cambia molto, facendo scelte secondo me quantomeno discutibili (che vogliamo dire di Zalayeta ala destra? E di Del Piero punta centrale?). Poi arriva il finale burrascoso. Prima Di Vaio sfiora il gol da un metro, poi Batistuta solo davanti alla porta si fa anticipare da Zambrotta, quindi arriva il gol di Nedved su assist dello stesso Zambrotta.

Dulcis in fundo, rissa finale: fuori prima Candela e Birindelli, per reciproci pestoni, poi fuori Totti per proteste (questa l’arbitro se la poteva risparmiare). Morale della favola: Juve contenta e Roma triste.

(foto Ansa)