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Miccoli: il nuovo che avanza

E’ piccoletto, ma scappa via come una scheggia e fa gol bellissimi: chi è? Ma certo, Fabrizio Miccoli. Sarà lui il futuro goleador della Nazionale?

Vederlo giocare è un piacere anche per chi di calcio non capisce una mazza. In un campo in cui sono tutti grandi grossi alti e muscolosi, lui sembra uno venuto da Lilliput: è pure più basso di Maradona, che pure non era una stanga. Eppure quando ha il pallone tra i piedi, fa i numeri come il mago Do Nascimiento prima dell’arresto (anzi, li fa più belli e soprattutto più legali…). E’ veloce come una scheggia, e gli avversari per prenderlo devono far ricorso o una scarpata sulla tibia o a una forte strattonata alla maglia. Per informazioni chiedete a quel famoso difensore dell’Inter (di cui non farò il nome…) che è stato fatto oggetto di 3 dribbling consecutivi senza capirci un piffero, per poi vedere la palla consegnata da Miccoli sulla testa di Vryzas per il gol.

Sarà lui la nuova salvezza della Nazionale? Sarà lui il nuovo fenomeno del calcio italiano dopo Del Piero, Totti e Vieri? Mah, chi lo sa, certo è diventato l’idolo di mezza Italia, dopo l’esordio di Genova. Anche perché è troppo facile essere fan di Miccoli: secondo voi è più spettacolare una sua discesa a 90 all’ora con conseguente doppio dribbling al libero avversario, o un appoggio di testa spalle alla porta di Delvecchio (ma avrei potuto dire anche Inzaghi o Batistuta o Crespo…)? Noi tifiamo per Miccoli, per il suo dialetto pugliese, per il suo tatuaggio del Che sul polpaccio, per i suoi calzini calati, e soprattutto per quella sua scelta di qualche anno fa: giocava nel Milan, era da solo a Milano in un collegio di piccoli calciatori, e si disse “Chissenefrega, io me ne torno a casa: mi manca la mia famiglia e i miei amici”. Tanto lo sapeva, che forte ci sarebbe diventato lo stesso.