
Vincere fa bene: vabbè, è una cosa ovvia, ma in un momento così brutto per il calcio italiano tale regola vale ancora di più. Nel ritiro di Duisburg gli azzurri son tornati ad allenarsi, in vista della prossima partita con gli Usa, e l’atmosfera è tranquilla e serena, tra sorrisi, scherzi e partitelle.
Dall’infermeria le notizie sono ottime: la botta che Totti ha subito col Ghana è già stata riassorbita, Zambrotta si allena col gruppo ed è disponibile per sabato, e anche Gattuso è vicino al rientro.
L’allenamento ha visto gli azzurri fare attività fisica e nel finale una partitella 10 contro 10 (tra loro anche Ciro Ferrara, mentre Toni, Iaquinta e Camoranesi si sono allenati a parte): hanno vinto gli arancioni 3-2 in rimonta (doppietta di Del Piero per i bianchi, poi superati dalle tre reti di Totti, De Rossi e Inzaghi).
In attesa di cominciare a parlare della prossima formazione che affronterà la decisiva partita con gli americani (se vinciamo saremo già al 99% qualificati), con i giornalisti ha parlato Pirlo. Il milanista non si sente il salvatore della patria: “Non e’ la nazionale di Totti, non e’ la nazionale di Pirlo: e’ l’Italia di tutti“. Poi riguardo alla sua prestazione: “‘Dopo il campionato, mi sono fermato qualche giorno: un po’ di relax, ho staccato, come si dice. E con questo ero certo che mi sarei presentato al Mondiale così come so“.
Gigi Riva invece ha espresso pillole di saggezza pensando a Del Piero e ai suoi soli 8 minuti in campo contro il Ghana: “Gli 8′ in campo bruciano? No, non devono bruciare, anzi, possono bastare. E’ il segnale che lui c’è. I messaggi, un calciatore, li manda da quel rettangolo verde lungo 105 metri“.
(foto figc.it)

Lucio








