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Forse era meglio fischiare l'Italia

Gli azzurri non vanno oltre lo 0-0 contro gli antipatici cugini francesi, e si complicano la vita in vista della qualificazione. Ora in Ucraina c'è da vincere...

I tifosi di San Siro hanno fischiato in massa l’inno francese, ma forse avrebbero fatto meglio ad aspettare 90 minuti, e tenere i fischi per il risultato finale…
Italia-Francia, in un Meazza strabordante d’entusiasmo, è finita 0-0, dopo aver ampiamente deluso le attese: una partita a tratti noiosa, con la tensione che si tagliava con la mannaia, e poche occasioni da entrambe le parti.
Alla fine a ridere è lo spocchioso antipatico (e comunque mai vincente) Domenech.

Donadoni ha presentato una squadra con un modulo sempre più strano (ma non potrebbe, per una volta, provare un classicissimo 4-4-2): un’unica punta abbandonata a se stessa (Inzaghi), un centrocampo folto come quello di una provinciale qualsiasi, e una difesa a 4 con gli esterni spesso piantati in difesa. Per una squadra Campione del Mondo per altri 3 anni, francamente troppo poco.
E infatti gli azzurri giocano per mezzora una sorta di intimorito catenaccio. Ai francesi nemmeno sembrava vero: venuti per un pareggino, per loro era una manna.
Solo nella parte finale del primo tempo gli azzurri trovano un po’ di coraggio, e vanno vicini al gol prima con Cannavaro, poi con Del Piero (la sua era la migliore occasione, ma gli è uscita una mozzarellina) e infine con Inzaghi, che nell’unica palla disponibile ha centrato la traversa.

La ripresa ha regalato pochissimo altro: il portiere Landreau ha dovuto impegnarsi solo su un forte tiro dalla distanza di Camoranesi. Poi ci si è messo pure Donadoni, sostituendo il più imprevedibile (Camoranesi, che stava giocando discretamente) e l’unico che avrebbe mai potuto segnare (Inzaghi), consegnando in pratica la partita al pareggio.
Ed ora in Ucraina mercoledi bisognerà vincere per forza, anche senza Gattuso (squalificato) e Toni (infortunato).

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