Le pagelle di Spagna-Italia

Migliore in campo Chiellini, mentre hanno deluso i nostri centrocampisti. Un grazie anche a San Buffon, che se ne va da numero uno.

Buffon: 7,5. Gli spagnoli tirano da lontano, e lui prende tutto, poi quando per un attimo si distrae, il Dio del calcio lo premia. Lo elimina il suo erede.
Zambrotta: 6,5. Buono in fase difensiva, specie su Villa, mentre in attacco cresce col passare dei minuti. Forse andava cercato di più per le sue sgroppate.
Panucci: 6. Meno brillante che contro la Francia, ma le furie rosse erano ben più pericolose degli statici Henry e Govou.
Chiellini: 7,5. Forse abbiamo trovato un nuovo Muro di Berlino per sostituire Cannavaro…
Grosso: 7. Nel complesso delle quattro partite certamente il più costante. Qualche buon cross per Toni, bei fraseggi con Cassano, bravo anche in difesa.

Ambrosini: 5,5. Va bene la grinta, va bene la corsa, però tutti quegli errori in fase di costruzione da uno della sua esperienza non vanno mica bene.
De Rossi: 5. Un altro rispetto alla partita con la Francia. Troppo schiacciato nella nostra metà campo, si vede poco in attacco, e le sue geometrie mancano tanto, soprattutto a Toni.
Aquilani: 5. Uno con la sua classe, alla prima vera partita “della vita”, non può giocare in modo così anonimo. Purtroppo per lui, Pirlo è ancora un’altra cosa.
Perrotta: 5,5. Leggi Ambrosini, copia e incolla.

Toni: 6. Di stima per il cuore. Propizia la bella occasione di Camoranesi, ma in fase di finalizzazione non è quello da 40 gol e rotti.
Cassano: 6,5. Finché ne ha, è l’unico capace di infiammare il nostro attacco. Sulla sua fascia Ramos non ci capisce nulla. Un grande assist per Toni, però dovrebbe pure tirare in porta qualche volta…
Camoranesi: 6,5. Per ciò che ha fatto vedere, forse era il caso di farlo partire dall’inizio. Dà fastidio al forte centrocampo iberico, ed è sua l’occasione più nitida durante i tempi regolamentari.
Di Natale: 6. Toni gli sporca quello che poteva essere l’assist della vita, Casillas gli para quello che poteva essere il gol della vita. Poi l’infausto rigore.

(foto news.ch)

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