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L’Olimpico si conferma lo stadio del“Mou”

Nell’altro anticipo la Roma piega il Chievo solo nella ripresa.

Dopo averne rifilati quattro alla Roma poco più di un mese fa, l’Inter di Mourinho si ripete all’Olimpico contro la Lazio di Delio Rossi, fresca vincitrice dell’ottavo di coppa Italia a San Siro alle spese del Milan.

Passano soli 2 minuti che Samuel, di testa, gonfia per la prima volta la rete di Carrizo. Si fanno male sia Cruz (tornerà in campo dopo Natale) che Pandev (risentimento muscolare) i quali lasciano i posti in campo rispettivamente al redivivo Crespo e allo “scontento” Rocchi. Ma la doccia fredda per i biancocelesti arriva proprio una manciata di secondi prima che le squadre rientrino negli spogliatoi: Maicon se ne va sulla destra e, una volta entrato in area dal lato corto, fa partire un traversone basso sul quale Diakité, fino ad allora uno dei migliori, interviene in maniera a dir poco scomposta e manda il pallone all’incrocio dei pali.

Ripresa in scioltezza per i nerazzurri: punizione dalla trequarti e Ibrahimovic (in leggera posizione di fuorigioco) punisce ancora di testa per la terza volta Carrizo.La retroguardia nerazzurra è attentissima e pare impenetrabile, così la Lazio non riesce mai ad essere davvero pericolosa, se si eccettua qualche siluro sparato dal sinistro di Kolarov. Su una punizione dal limite dell’area proprio il terzino serbo riesce a piegare le mani a Julio Cesar, con il pallone che finisce nel sacco. Il fiscalissimo Orsato di Schio, tuttavia, annulla per la distanza non rispettata dalla barriera interista.

Inter cannibale, neppure il gol della bandiera…

Conquista invece la quarta vittoria consecutiva la Roma di Spalletti rigenerata dal cambio di modulo e soprattutto dalla vittoria nel derby di qualche settimana fa. Al Bentegodi il portiere clivense Sorrentino è di gran lunga il migliore in campo, disinnescando da campione i tentativi di Totti, di Menez e di Brighi. Nel corso del primo tempo il Chievo è pericoloso solamente con l’ex Esposito, mentre il match si decide nella ripresa, quando la Roma alza i ritmi ed inizia a mettere il piede in modo prepotente sull’acceleratore. A circa venti minuti dal termine infatti è una giocata ad effetto del talentino Jeremy Menez a centrare l’angolino lontano dove nemmeno l’ottimo Sorrentino può arrivare: Totti la mette in profondità verso l’area di rigore ed il francesino, finora salito alle cronache giallorosse solo per le reti divorate contro il Napoli alla prima e nel derby, si inventa un esterno destro che consente ai suoi compagni di “battezzarlo”, anzi di “cresimarlo” come succedeva qualche tempo fa dopo ogni gol.

E martedì ancora Francia sulla strada della Roma: la Champions continua se non si perde cotro il Bordeaux. E contro les girondines ai tempi del Sochaux, Menez fece una tripletta in soli 8 minuti…