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Coppa Italia: la Lazio espugna San Siro e passa il turno.

Milan in vantaggio con Shevchenko, raggiunto e superato dalla premiata coppia Zarate – Pandev

Grande sorpresa ieri sera nel turno degli ottavi di coppa Italia: la Lazio, dopo i tempi supplementari, riesce a battere il Milan a domicilio, ottenendo il pass per i quarti di finale. Rossoneri pericolosi in avvio quando Ronaldinho manda Sheva in porta con una sciabolata di 40 metri; l’ucraino continua il suo periodo nero sotto porta e Muslera ci fa un figurone. Kolarov, nella gelida serata del “Meazza” scalda i guantoni a Dida che per un paio di volte si fa trovare prontissimo. Shevchenko spara alto da ottima posizione ed in chiusura di tempo Pandev per poco non sfiora il ‘colpaccio’.

In apertura di secondo tempo è ancora superlativo Dida su un’iniziativa di Rocchi conclusa di sinistro da Pandev. Appena passata la mezzora Shevchenko se ne va dalla trequarti verso la porta difesa da Muslera, Kakà si sovrappone, lui finta prima il tiro, poi il passaggio ed infine lascia partire un preciso ‘tiro mancino’ sul palo lontano che non lascia scampo al portierino uruguagio. Nota curiosa: il minuto è il 76, guarda caso come il numero sulla maglietta dell’attaccante ucraino… Visto mai che fosse una benaugurante coincidenza? Forse per lui, per il Milan la risposta è no, perché ad una manciata di minuti dal termine Emerson entra duro su Ledesma ed Ayroldi non può esimersi dall’estrarre il secondo giallo. Kolarov continua a sganciare missili terra-aria da distanze assurde, trovando sempre attentissimo Dida. Poco più tardi Favalli travolge Pandev appena dentro l’area: rigore ineccepibile che il neo-entrato Zarate trasforma lasciando di sasso l’estremo brasiliano.

Si va dunque all’extra time, aperto dopo appena due primi, da quello che sarà il gol-vittoria e qualificazione: Pandev si beve Jankulovsky fintando la volèe di destro, Dida risponde ancora da campione, sul tap-in di Zarate è invece Senderos a fare il miracolo, ma sul terzo tentativo di Pandev nessun altro può nulla e la palla entra in rete sotto la traversa. In dieci contro undici i rossoneri cercano di profondere il massimo sforzo, ma Kakà e Ronaldinho là davanti non è che possano fare più di tanto contro i colossi Rozenhal e Diakité. Ci vorrebbe una punizione…detto, fatto. Mauri stende Dinho al limite dell’area, il n.80 rossonero non si fa pregare e parte con la sua classica rincorsa: la palla, leggermente deviata dalla barriera biancoceleste finisce sul palo con Muslera in lieve ritardo. Da lì si esauriscono le riserve milaniste; Delio Rossi batte Ancelotti per la prima volta nella sua carriera, la Lazio passa a Milano dopo ben 5 anni. E Sheva è finalmente tornato a segnare. Forse.