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Coppa Italia: la prima semifinale sarà Inter-Sampdoria

Al Meazza decisivo ancora Ibra, al Friuli il protagonista è Mirante


Nel quarto a gara unica l’Inter elimina la Roma dopo un match emozionante e, soprattutto nel finale, ricco di agonismo. Nerazzurri con Adriano al fianco di Ibra e Santon nel’insolito ruolo di guardiano dell’out sinistro, che iniziano in pomapamagna, forse spronati dalle polemiche sulle presunte parole di Mourinho nel dopo Atalanta-Inter (“…di tre scudetti in bacheca, uno ve lo hanno regalato a tavolino, il secondo era senza avversari e il terzo vinto all’ultimo minuto!!” – parole pesanti che sembrano uscire dalla bocca di uno juventino…). La Roma, quasi in formazione tipo vede il solo Artur avvicendare Doni in porta.

Al rigenerato Imperatore basta poco per salire sul trono e colpire; la retroguardia giallorossa sbanda fino ad abdicare, Mexes si genuflette e per Artur non c’è nulla da fare sul sinistro in diagonale del brasliano. L’andazzo non è bello per Spalletti, che prima vede la traversa respingere un potenziale eurogol di Stankovic e poi deve ringraziare Artur, bravo ad ipnotizzare Ibra. A cavallo dei due tempi si scuote la Roma: Toldo arriva su un diagonale di Perrotta nel finale del primo, stessa scena su Brighi ad inizio ripresa. Taddei, destinato a lasciare il campo per Aquilani, decide di mescolare le carte di Spalletti scaraventando in rete un destro di rara potenza. Il labiale del tecnico giallorosso commuove per onestà… Ma non c’è tempo neanche per godersi il pareggio che Samuel, in evidente posizione di offside, impena Artur, palla tra i piedi di Ibra che in perfetto stile Takwondo fa 2-1. Lo stesso svedese colpisce l’incrocio con un volèe dal limite, poi è monologo romanista: i nerazzurri, però, tornano a parlare solo al 90’, la qualificazione è roba loro.

Nel pomeriggio la Samp di Cassano evidenzia la crisi dell’Udinese eliminandola ai rigori dopo l’1-1 dei tempi regolamentari. Nei blucerchiati prima gioia di Pazzini che incrocia a dovere una verticalizzazione di Padalino e porta in vantaggio i suoi; Marino azzecca i cambi e 8 minuti più tardi Di Natale ristabilisce l’equilibrio trasformando un penalty conquistato da Sanchez, entrato a gara in corso insieme a D’Agostino, autore dell’assist. L’occasione buona ce l’ha ancora Di Natale, ma il secondo rigore di giornata, a due primi dal termine, finisce sul palo. Nella lotteria sbagliano D’Agostino e Pepe; negli ottavi ai bianconeri contro la Reggina era andata bene, ora è Mazzarri ad aver vendicato la sua ex squadra con le stesse armi.

Rigori danno e rigori tolgono…