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Le pagelle dei nostri dopo Italia – Brasile 0-2

Zambrotta e Grosso ok, Rossi forse andava inserito dall’inizio; Montolivo acerbo, male gli ‘Udinesi’.

Buffon 6: Ormai sembra che le due reti subite a partita lo tengano in linea con la media delle ultime sue partite. Non ha colpe sui gol, col Brasile ci stanno. Ma occhio a Julio Cesar, se continua così il sorpasso è vicino…

Zambrotta 6,5: Maicon dall’altra va che è un’amore, lui però non vuole essere da meno. Beccato da Dunga in panchina, funge praticamente sempre da centrocampista aggiunto e sol oRobinho lo impensierisce un attimo (vedi il 2-0).

Grosso 6,5: l’uomo-nazionale per eccellenza. Gli annullano una rete valida e nel primo tempo è uno dei pochi che ha il coraggio di concludere verso la porta verdeoro. Tecnica e corsa, sarà ancora prezioso per Lippi.

De Rossi 5,5: al contrario di quanto visto domenica all’Olimpico col Genoa, gioca come l’ombra di se stesso. Pare intimorito dagli avversari (certo chi non lo sarebbe…), cosa che tuttavia da uno come lui non ci sia aspetta.

Cannavaro 6: anche il capitano non sembra esattamente quello di Luglio 2006; i brasiliani ci scherzano un po’su, ma quando evita la terza marcatura e la capitolazione completa nel corso del primo tempo si riabilita.

Legrottaglie 5,5: non è Chiellini e si vede. L’unica cosa che lo accomuna ai brasiliani è la fede smisurata: quando Robinho & c. giocano a terra e velocemente, lui non la vede mai. E ne avrà dette di preghiere per farli fermare a 2…

Pepe 5: mai in partita, il semisconosciuto Marcelo lo divora a colazione senza scapicollarsi più di tanto. Utile nelle qualificazioni, ma nel ‘derby del Mondo’ non può essere all’altezza.

Montolivo 5: il ragazzo corre bene, alza la testa palla al piede e ogni tanto tira fuori qualche bella giocata. Non fosse per ‘ogni tanto’ andrebbe pure bene… Troppo ‘politically correct’ e troppo poco pronto sul pressing avversario. Si, perché anche il Brasile lo sa fare.

Gilardino 6: voto di stima al lavoro sporco fatto senza palla. Se nongli arriva un pallone giocabile cosa deve fare? Unico sussulto in avvio su cross di Grosso: con un 46 di piede il suo voto poteva essere più alto.

Pirlo 5,5: mezzo punto in più per quel lancio a Toni che poteva riavvicinare gli azzurri. Un voto in meno per quello che fa sul raddoppio brasiliano. Unico anche negli errori, almeno lui il pallone non lo butta via. Mai.

Di Natale 5: un tiro che Julio Cesar osserva quasi schifato ed un colpo di tacco (in risposta a quello di Ronaldinho) sulla linea del fallo laterale nei primi minuti. Ecco la sua gara: l’impressione è che quel rigore all’Europeo pesa ancora come un macigno…

Camoranesi 5,5: all’inizio ci prova pure a giocare come sa, ma poi lo scoprono. Sicuramente è più argentino lui che italiano Innerhofer… Sotto la maglia azzurra c’è la pelle albiceleste e da come entra sui ‘rivali’ brasiliani si capisce subito.

Perrotta 5: come Camoranesi. Il guaio è che lui è un calabrese doc…

Rossi 7: un’autentica scarica di vitalità. Poco da fare, se ti chiami con quel cognome e c’è il Brasile in campo devi giocare, è la storia che lo impone. Qui il talento è tanto: a 23 anni essere il migliore dell’Italia contro la Seleçao significa qualcosa.

Toni 6,5: forse Lucio, suo compagno al Bayern, è invidioso di tutte le sue imitazioni in Germania e dei video che girano su Youtube, tant’è che che non gliele manda a dire e lo ramazza come pochi appena in campo… Da buon ‘italiano’ tenta di segnare con furbizia prima di trovare un immenso Julio Cesar a strozzargli l’urlo in gola.