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Serie A: negli anticipi vittorie pesanti di Genoa e Juventus.

I liguri superano il Cagliari al Sant’Elia in mezzo a tante polemiche arbitrali; la Juve si sveglia nella ripresa e divora un buon Bologna.

La lotta per il quarto posto è più aperta che mai. La candidatura del Genoa, fino a questo punto dovuta per meriti di classifica, ora è diventata ufficiale grazie alla vittoria in stile ‘grande’ che i ragazzi di Gasperini hanno portato sotto la lanterna sul campo i un Cagliari che non ha nulla da invidiare alle prime della classe in quanto a volume di gioco prodotto.

Iniziano subito forte gli isolani con Lopez che colpisce il palo alla sinistra di Rubinho sugli sviluppi di una punizione battuta da Fini. Cossu (39’) già ammonito ferma Milanetto con le cattive a metà campo e Gervasoni, fiscalissimo, lo manda a farsi la doccia con i sardi che protestano a più non posso. Computo dei legni ristabilito nella ripresa, quando Milito demolisce letteralmente la traversa poco prima che il neo entrato Olivera (85’) punisse oltremodo Marchetti di testa sfruttando un traversone di Palladino, entrato a gara in corso anche lui. E’il gol che decide la partita.

In serata all’Olimpico di Torino Bologna intraprendente per un tempo complice anche una Juve forse ancora scioccata dall’eliminazione patita martedì in Champions. Prendere la rete del vantaggio con un’azione che nasce da fallo laterale non è certo da Juve: Di Vaio fa quello che vuole sulla trequarti, vede l’iserimento di Mutarelli e il centrocampista punisce Buffon con un rasoterra in diagonale (24’). Juve assente ingiustificata. Nella ripresa Ranieri mescola le carte lasciando negli spogliatoi Tiago e dando più libertà a Giovinco: dopo soli 4 minuti Salihamidzic anticipa tutti su corner e pareggia sul secondo palo. Giovinco corona la sua prestazione con lo splendido 2-1 (esterno al volo su sponda di Iaquinta). Del Piero accende la sua spenta prova ad un quarto d’ora dal termine: frenata su Britos e palla sul primo palo (75’) prima; volèe con tap-in vincente sulla respinta di Antonioli (87’) poi.

Basta poco, no?