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Serie A: dopo lo spezzatino, il Milan serve il dessert al Lecce.

Dinho e l’inossidabile Superpippo stendono i ragazzi di De Canio solamente nel recupero.

Non se lo poteva permettere Ancelotti un altro pareggio contro il Lecce, peraltro a San Siro, dopo le vittorie di Genoa, Roma, Fiorentina e lo stop della Juventus contro il Chievo. Senza Beckham ed Ambrosini, entrambi in panchina ma non utilizzati a gara in corso, i rossoneri ritrovano Kakà dal primo minuto con Pato ed Inzaghi là davanti. Ospiti con il solo Tiribocchi in prima linea e De Canio in tribuna a scontare la squalifica. Prima frazione compassata con il Milan che si limita al possesso palla senza mai assestare il colpo decisivo: Inzaghi non arriva su un traversone di Pato e, complice la prestazione monstre dei centrali pugliesi Fabiano ed Esposito, i milanisti non arrivano mai ad impensierire Benussi, se non con un missile di Pato a lato di poco. Kakà non sembra essere al top, ma la scossa al match la dà Ronaldinho: quando il brasiliano entra al posto di Seedorf la partita si accende e le occasioni fioccano quasi al ritmo di una conclusione al minuto. Benussi si supera ancora su un Pato spostato in posizione di ala destra, poi però non può nulla sull’inzuccata vincente di Senderos deviata in maniera vincente dal capoccione di Ronaldinho che, due minuti più tardi innesca con un colpo da circo il redivivo Shevchenko, bravo a saltare un difensore ed a mettere sulla testa di Inzaghi il ceffone che manda definitivamente a terra il Lecce.

E se al via del Mare la beffa aveva tinte giallorosse, a San Siro è tutta rossonera.