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La parola calendario.....

….deriva dal nome latino calendae con il quale i romani indicavano il primo giorno di ciascun mese. Con questa denominazione si indica oggi un insieme di tavole con la suddivisione del tempo in periodi. Poichè per la misura del tempo ci si riferisce al moto degli astri più appariscenti, cioè al moto del Sole e della Luna, i diversi tipi di calendari vengoo denominati solare, lunare, oppure lunisolare. La maggior parte di essi ha un ciclo settimanale, la cui origine sembra anteriore al 2000 a. C.
Il calendario solare si fonda sul moto di rivoluzione della Terra attorno al Sole e ha come unità di misura l’anno tropico, cioè l’intervallo di tempo che intercede fra due successivi passaggi del Sole all’equinozio di primavera. Esso ha subito diverse modifiche ed è oggi adottato in quasi tutti i paesi civili. Il calendario lunare ha invece come base il moto della Luna attorno alla Terra e come unità di misura il mese.
Attualmente il calendario lunare più importante è quello maomettano, il cui anno è composto da 12 mesi lunari alternativamente di 29 d e 30 d.
Il calendario lunisolare si basa sul moto apparente del Sole e sul moto apparente della Luna. Esso è in uso presso il popolo ebreo sin dall’anno 360 d. C. In detto calendario si distinguono due tipi di anni: quelli comuni, composti di 12 lunazioni, e quelli embolismici, compostio di 13 lunazioni. Ogni lunazione, a sua volta, è composta alternativamente di 29 d e di 30 d.
Il ciclo di Metone subì successivamente dei rimaneggiamenti, prima da parte di Callippo (IV secolo a. C.), che formò un ciclo composto di quattro cicli di Metone con la sottrazione di un giorno, e poi da parte di Ipparco (II secolo a. C.) il cui ciclo fu composto di quattro cicli di Callippo, pure con la sottrazione di un giorno. Ma il ciclo di Ipparco non ebbe mai pratica applicazione.

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