Questo sito contribuisce alla audience di

Il "Surya Siddhanta"

-----------

Il piu’ accurato libro apparso anticamente in India riguardante il calcolo del calendario fu il “Surya Siddhanta” il cui autore risulta attualmente ignoto come lo e’ l’esatta data di scrittura. I metodi di calcolo descritti in questo trattato rimpiazzarono quelli allora in uso e contenuti nel piu’ antico Vedanga Jyautisa il quale aveva regolato la cronologia indiana per piu’ di 1500 anni. Gli astronomi che applicarono il Surya Siddhanta utilizzarono le posizioni vere del Sole e della Luna nel cielo in alternativa alle loro posizioni medie che erano state utilizzate fino ad allora. Essi calcolarono la lunghezza e la scansione temporale dell’anno sulla base del sistema siderale, detto “nirayana”, utilizzando come intervallo di riferimento l’anno siderale, ovvero l’intervallo di tempo richiesto al Sole per tornare a sorgere vicino alla stessa stella. Il motodo usato in precedenza era il “sayana” che corrispondeva all’uso, come riferimento, dell’anno tropico, cioe’ l’intervallo richiesto al Sole per tornare due volte consecutive al punto nel cielo corrispondente allo Equinozio di Primavera luogo in cui i cerchi virtuali dell’eclittica e dell’equatore celeste hanno una delle loro due intersezioni. La differenza stava nel fatto che la posizione del punto di equinozio di primavera rispetto alle stelle varia muovendosi in modo retrogrado lungo l’eclittica (attualmente di 50″.3 per anno, quindi 1 giro completo in circa 26000 anni). L’anno tropico, che e’ poi quello usato dagli attuali calendari, e’ formato da 365.2422 giorni solari medi. Esso risultava quindi un poco piu’ corto di quello siderale che vale 365.25635 giorni solari medi. Il termine indiano antico “nirayana” significa “senza alcun moto” e il riferimento alla rimozione dello spostamento equinoziale risulta quindi evidente. Il termine “sayana” invece significa “con movimento” e si riferisce proprio al lento moto del punto equinoziale primaverile tra le stelle. Il punto nel cielo a cui tutti i calcoli richiesti dal “nirayana” venivano riferiti era quello che si trova esattamente opposto alla stella piu’ luminosa della costellazione della Vergine (Spica, che era denominata “Sitra” dagli astronomi indiani del tempo). I dodici mesi che componevano il calendario “Surya Siddhanta” erano, elencati in ordine cronologico, i seguenti: “Vaisakha”, “Jayshta”, “Asadha”, “Sravana”, “Bhadra”, “Asvina”, “Kartika”, “Agrahayana”, “Pausa”, “Magha”, “Phalguna” e “Caitra”. I dodici mesi erano accoppiati con le dodici costellazioni zodiacali:
Mesa (Ariete), Vrsa (Toro), Mithuna (Gemelli), Karkata (Cancro), Simha (Leone)
Kanya (Vergine), Tula (Bilancia), Vrscika (Scorpione), Dhanus (Sagittario)
Makara (Capricorno), Kumbha (Acquario), Mina (Pesci).

Il numero di giorni compresi entro ciascun mese era variabile ed era determinato dal numero di giorni richiesti al Sole per attraversare con il suo moto apparente sulla sfera celeste, ciascun settore (chiamato “rasi”) pertinente a ciascuna costellazione zodiacale. Il tempo richiesto dal Sole ad attraversare ciascun “rasi” era compreso tra i 29.45 e i 31.45 giorni solari medi, a seconda della velocita’ orbitale
della Terra intorno al Sole nel corso dell’anno. Nonostante che il passaggio del Sole da un segno zodiacale (”rasi”) al successivo (”samkranti”) potesse capitare in qualsiasi ora del giorno o della notte, il mese iniziava sempre all’istante del sorgere del Sole, per cui era necessario disporre di una regola che permettesse di decidere quando il mese doveva avere inizio. Furono messe a punto quattro differenti regole in uso presso quattro differenti regioni geografiche: Bengala, Orissa, Tamil Nadu e Kerala.
L’effetto pratico fu che presso differenti regioni l’inizio del mese cadeva nel giorno detto di “samkranti” corrispondente all’ingresso del Sole nel “rasi” successivo, cioe’ nel successivo settore zodiacale sull’eclittica, oppure nel giorno seguente o, presso altre regioni, nel giorno ancora dopo. L’effetto fu che nei “pankanga” cioe’ gli almanacchi che riportavano l’elenco dei mesi con i rispettivi giorni, erano elencati mesi con lunghezza variabile da 29 a 32 giorni, nel senso che nelle differenti regioni gli stessi mesi non comprendevano un uguale numero di giorni. In piu’ uno stesso mese variava da 29 a 32 giorni in anni differenti anche nella stessa regione geografica. Il calendario solare era utilizzato nelle regioni di Tripura, Assam, Bengala, Orissa, Tamil Nadu, Kerala e parzialmente nel Punjab e in Haryana. In tutte le rimanenti regioni dell’India fu adottato un calendario lunisolare cioe’ basato anche sulle fasi lunari oltre che sulla posizione apparente del Sole rispetto alle stelle della fascia zodiacale. Ma anche qui esistevano delle differenze di gestione, nel senso che negli stati del nord dell’India era adottato il calendario lunare “Amanta” e negli stati meridionali si preferi’ calendario lunare detto “Purnimanta”.

Ultimi interventi

  • 0 02 Jun 2004

    0

  • 1 02 Jun 2004

    1

  • 10 02 Jun 2004

    10

Vedi tutti