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Le regole di intercalazione

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I problemi di fasatura tra tempo solare e lunare erano molto stringenti in quanto in capo a qualche anno l’accordo tra il Sole e la Luna veniva perso e dopo un periodo sufficentemette lungo poteva capitare che il calendario prevedesse dei mesi estivi durante la stagione invernale! Per porre rimedio a cio’ gli antichi astronomi indiani escogitarono un metodo molto ingegnoso per determinare i mesi intercalari da aggiungere al calendario in modo da recuperare il disaccordo tra il Sole e la Luna.
Il metodo era il seguente. Quando due noviluni consecutivi capitavano nello stesso mese solare definito dal tempo richiesto al Sole ad attraversare un dato “rasi” allora il mese lunare iniziante con il primo novilunio era computato come mese intercalare e veniva denominato “adhika” seguito dal nome del mese in corso, quello che iniziava con il secondo novilunio era denominato “suddha” seguito dal nome
del mese ed era considerato come un mese ordinario. In parole povere capitava periodicamente che un mese lunare fosse ripetuto due volte, ma la prima volta il suo nome era preceduto dal prefisso “adhica”
e la seconda volta dal prefisso “suddha”. Ovviamente anche cosi’ rimanevano piccole discrepanze che producevano in capo ad intervalli variabili da 19 anni a 141 anni solari (mediamente 63 anni) anche scarti di notevole entita’, quindi poteva capitare che durante taluni mesi “Agrahayana”, “Pausa” o “Magha” corrispondenti a settori zodiacali di minore estensione sella sfera celeste e quindi attraversati in poco tempo dal Sole, per cui comprendenti un ridotto numero di giorni, non capitasse
nessun novilunio. In questo caso quel mese non veniva compreso nel calendario e si passava
direttamente al successivo. Questo mese vuoto era conosciuto con il nome di “ksaya”. Quando un mese “ksaya” capitava, nello stesso anno capitavano anche due mesi lunari “adhika” entro due mesi solari, uno prima e uno dopo il mese “ksaya”. Allora il primo “adhika” era ritenuto tale, cioe’ intercalare, ma il secondo veniva denominato eccezionalmente “suddha” e considerato come mese ordinario.
Cio’ compensava la presenza di uno “ksaya” e riportava a 12 i mesi nell’anno lunare in corso.
Questo calendario era seguito negli stati di Maharashtra, Gujarat, Andhra Pradesh e Karnataka e veniva utilizzato per scopi liturgici e per fissare le date delle feste religiose.

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