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3 - Il calendario greco

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Nella Grecia più antica si adottò l’anno lunare, sostanzialmente derivato da quello babilonese. Esso era costituito da 354 giorni, cioè da dodici lunazioni (1), con una differenza di 11 giorni rispetto a quello solare.
Per evitare uno sfasamento del calendario rispetto alle stagioni, di tanto in tanto e in modo alquanto arbitrario, veniva inserito un tredicesimo mese. Verso la fine del VI secolo a.C. (ai tempi di Pitagora, tanto per intenderci), nel tentativo di porre un rimedio a questo problema, venne adottato un ciclo più regolare, di otto anni, detto octaeteride con il quale si cercò di accordare i due sistemi, quello lunare e quello solare che governava le stagioni. Ciò fu ottenuto inserendo, nel corso di questi otto anni, tre mesi lunari (circa 90 giorni) e portando quindi il totale del ciclo stesso a 2922 giorni, tanti come quelli del ciclo solare (2). Ancora un secolo e l’astronomo greco Metone, non contento del risultato, impostò (o derivò dai Babilonesi) un ulteriore ciclo, molto più complesso (3), di 19 anni; basato sempre sui mesi lunari di 29 giorni e mezzo, nel corso del quale venivano intercalati 7 mesi supplementari. La prima parte del ciclo era costituita da 12 anni di 12 mesi lunari, la seconda da 7 anni da 13 mesi lunari 3. Così si raggiungeva un totale di 235 mesi sinodici(4), ognuno dei quali aveva una durata media di 29 giorni, 12 ore , 45 minuti e 57 secondi.

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