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6 - I passi futuri.

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Restano da chiarire ancora parecchie cose:
1) La rappresentazione congiunta sulla stessa parete di tufo di un mese sinodico (20+9=29) e di un anno siderale (8+5=13) e poi sullo stesso anno siderale posto a meno di cento metri più a sud: una vicinanza che potremmo definire anacronistica, nel vero senso della parola. A meno che l’anno di 13 mesi non rappresenti semplicemente un anno lunare con un mese aggiunto secondo il sistema arcaico oppure quello octaeteride o secondo il ciclo metonico.
2) Perché tutti e tre i gruppi di segni calendariali sono collocati in prossimità del dràmos un tempo noto come Antro della Sibilla e non altrove?
3) E’ possibile che ce ne siano altri nella cosiddetta Cripta Romana, da molto tempo non più aperta alla visita del pubblico per motivi di sicurezza statica, e che alcuni sembrano considerare il vero luogo in cui profetava la Pizia?
4) E’ confermabile con certezza quanto risulta finora, che cioè queste tacche non siano mai state descritte da nessuno? E se così non fosse, chi ne ha parlato? e dove?
5) Poiché assai spesso la dea della Fertilità, con cui s’identificava la Luna, è stata raffigurata sotto forma di pesce 14, non ci sarà una relazione fra il salmone dell’ Abri du Poisson, sovrastato dalle sette tacche simboleggianti la durata di una fase lunare, e il calendario C di Cuma affiancato dal rozzo, ma esplicito segno ittiforme?
Mi fermo qui osservando che, come di consueto in campo culturale, ogni nuova considerazione, ogni risposta ad un quesito vecchio non fa che porre ulteriori domande ad aprire nuove strade alla esplorazione del Pianeta Uomo.

Commenti dei lettori

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  • Franco Ruggieri

    14 Jun 2009 - 15:37 - #1
    0 punti
    Up Down

    Divertente l’articolo sui calendari lunari. Divertente perché interamente copiato da un mio testo (coperto da Copyright) pubblicato nel 2003: “Evidenze archeoastronomiche a Cuma”, Edizioni Scientifiche Italiane, ISBN 88-495-0634-1, oppure dal mio sito.
    Non ho nulla in contrario a che le informazioni scientifiche siano divulgate e magari anche commentate o contestate. Purché almeno ne venga citato l’autore e non, come in questo caso, che ne appaia autore tale “Marco Ferrara” o il suo avatar “1378″. Nei prossimi giorni valuterò, insieme al mio Editore, le opportune azioni legali da intraprendere a difesa del mio dirito d’autore.
    Franco Ruggieri

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