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Feste civili

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Anniversario della liberazione (25 aprile);

Festa del lavoro (1. maggio);

Anniversario della Repubblica (2 giugno).
Altre festività sono state abolite agli effetti civili, soprattutto nel corso di questo secolo.
Ad esempio, dal 1977 sono state abolite le feste di S. Giuseppe (19 marzo) e dei SS. Pietro e Paolo (29 giugno). Le feste dell’Ascensione e del Corpus Domini sono state spostate alla domenica successiva, mentre la festa nazionale del 4 novembre (Anniversario della vittoria della Prima guerra mondiale, divenuta successivamente Festa delle Forze armate) è stata spostata alla prima domenica di novembre. La festa dell’Epifania, trasferita alla domenica successiva nel 1977, è stata ripristinata al 6 gennaio nel 1986. La festa dell’anniversario della Repubblica, spostata nel 1977 alla prima domenica di giugno, è stata ripristinata al 2 giugno nel 2001 (ma era stata festeggiata ‘una tantum’ il 2 giugno nel 1986, in occasione del 40. di fondazione della Repubblica). Sempre nel 1977 sono state abolite le solennità civili, riguardanti gli uffici pubblici, dell’11 febbraio (anniversario del Concordato con la Santa Sede), del 28 settembre (anniversario dell’insurrezione di Napoli del 1943) e del 4 ottobre (S. Francesco d’Assisi). Numerose feste religiose di precetto erano state abrogate nel corso dei secoli diciottesimo e diciannovesimo, fra le quali quelle in onore degli apostoli come, ad esempio, S. Marco (25 aprile), S. Giacomo (25 luglio), S. Bartolomeo (24 agosto), S. Matteo (21 settembre). Ancora all’inizio del secolo erano feste di precetto, nonché giorni festivi, il 2 febbraio (Presentazione di Gesù al Tempio) e l’8 settembre (Natività di Maria). Tra le feste nazionali avevano rilievo la prima domenica di giugno (Festa dello Statuto albertino) e il 20 settembre (anniversario di Porta Pia), mentre gli uffici pubblici festeggiavano, l’11 novembre, il compleanno del re.

Nel 1922 divenne festa nazionale il 4 novembre.
Durante il fascismo fu riconosciuta agli effetti civili la festa di S. Giuseppe (19 marzo); divennero feste nazionali, in tempi diversi, il 21 aprile (Natale di Roma) e il 28 ottobre (marcia su Roma) e furono introdotte le ricorrenze civili (da festeggiare negli uffici pubblici o dopo l’orario di lavoro) del 23 marzo (fondazione dei Fasci), del 25 aprile (nascita di Guglielmo Marconi), del 9 maggio (proclamazione dell’impero), del 24 maggio (entrata dell’Italia nella prima guerra mondiale) e del 12 ottobre (scoperta dell’America). Queste ultime feste furono tolte dal calendario dopo la seconda guerra mondiale.

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