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Museo dei Calendari...

CALENDARIO 1997 50+1 di Don Camillo

Don CAMILLO ha compiuto 50 anni. L’avvenimento non è passato inosservato ed il 1996 è stato caratterizzato un po’ ovunque da iniziative culturali o di spettacolo finalizzate a rinverdire le gesta del virulento prete che delle ‘mani grosse come badili” e dei piedi si serviva spesso per “convertire’ gli avversari alle sue buone idee e chissà quanti guai avrebbe combinato se la voce della sua coscienza (la voce di Cristo) non l’avesse, di volta in volta, richiamato con dolcezza a più miti consigli. Questo è il prete che GIOVANNINO GUARESCHI ha idealmente incontrato alla Bassa nel lontano 1946, e in coppia col suo amico avversario PEPPONE portò alla ribalta della storia, quale simbolo di nell’animosità politica che caratterizzò il secondo dopo guerra. Animosità e scontro mitigati, per fortuna, dalla graffiante ironia dell’eccellente scrittore

Attorno al quotidiano dei due, complice 1′abiIe penna di Giovannino, nascono i racconti di don Camillo, quelli del Mondo Piccolo, la loro ricchezza interiore come pure i difetti … una ricca produzione letteraria che ha conquistato 1′interesse e la simpatia di tutto il mondo. Ai giorni nostri un prete giornalista e scrittore don Alessandro Pronzato, grande conoscitore, estimatore e studioso di Guareschi affascinato dai molti pregi nascosti sotto la ruvida scorza del prete d’assalto della Bassa, ha avuto la geniale idea di evidenziarli scorporandoli dai difetti. E’ nato così , Il breviario di don Camillo” da cui emerge, al di là di “qualche scompostezza”, 1′immagine di un buon prete: uomo di fede e di preghiera, ubbidiente, umile, che sa chiedere perdono e sa perdonare; che è solito fare 1′esame di coscienza davanti al Crocefisso; di condotta morale irreprensibile e con un altro importante pregio al suo attivo: “non aveva mai impiegato Le sue mani grosse come badili per ammucchiare soldi’. Ma queste virtù, dice sempre ‘il breviario’ non sono appannaggio esclusivo di don Camillo, ma lo sono anche del suo padre letterario Giovannino Guareschi, dal momento che i due si identificano. Quest’anno anche noi vogliamo, sia pure un po’ in ritardo, ricordare i cinquant’anni di don Camillo ed i motivi sono più che evidenti: come è nostro” Giovannino Guareschi perchè qui è nato, ha vissuto la sua infanzia e giovinezza e volentieri ci ritornava, è ‘ nostro” anche don Camillo, tanto più che 1′humus e le situazioni dove sono nate e ambientate le vicende ed i racconti, sono di tipica marca nostrana: lo testimoniano oltre che parte della toponomastica sia ur camuffata con nomi immaginari, anche i diversi disegni e vignette con i quali lo scrittore spesso siglava i vari racconti del suo Mondo piccolo. Il nostro lavoro quest’anno, è stato di gran lunga facilitato grazie alla squisita disponibilità dei figli dello Scrittore, Carlotta e Alberto, che ringraziamo tantissimo per averci fornito le fotografie da~’archivio di famiglia. ~ ingraziamo inoltre don Alessandro Pronzato che ci ha permesso di attingere al suo ‘Breviario’ per quanto attiene i testi delle didascalie. Senza la loro collaborazione, il nostro lavoro, già di per se’ modesto, lo sarebbe stato ancor di più.

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