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Leggende di Natale

La seguente leggenda e' tratta da una bellissima pubblicazione edita da Einaudi, del maestro Roberto de Simone dal titolo: "Il Presepe popolare napoletano" &#nbsp;

Leggende di Natale

Nelle diverse strutture presepiali ricorrono elementi rappresentativi che si collocano nella scenografia secondo una disposizione tradizionale.

I piu’ ricorrenti sono il pozzo, la fontana, il mulino, il ponte, il fiume, la taverna, il castello e la grotta.

Il loro significato va al di la’ di semplici raffigurazioni paesaggistiche o scenografiche, e la loro ricorrente presenza trova una spiegazione logica nel codice onirico della tradizione popolare.

Si tratta insomma, di rappresentazioni relative a credenze varie, a superstizioni, a leggende, al tessuto magico-religioso e al significato dello stesso Natale.

Il pozzo e’ uno degli elementi piu’ ricorrenti nella tradizione perche’ rappresenta il collegamento tra la superfice e le acque sotterranee.

Ad esso si associa la Madonna, per cui in Campania diverse chiese sono intitolate alla “madonna del Pozzo” (Somma Vesuviana, Castellammare di Stabia, etc.).

Alla figura del pozzo si riportano molte altre credenze e leggende natalizie.

In tempi lontani ci si guardava bene dall’attingere l’acqua dal pozzo nella notte di Natale.

Si credeva, infatti, che quell’acqua contenesse spiriti diabolici capaci di possedere la persona che l’avesse bevuta.

Secondo un’altra credenza si diceva che nei riflessi dell’acqua attinta apparissero le teste di tutti coloro che sarebbero morti entro l’anno.

Nell’avellinese, inoltre si raccomanda ai bambini di tenersi lontani dai pozzi nelle sere delle festivita’ natalizie, perche’ in quel periodo e’ in agguato un essere demoniaco detto “Maria ‘a manilonga” la quale allunga le mani dal pozzo, cattura gli incauti bambini e li trascina nelle profondita’ delle acque sotterranee.

Inoltre si racconta che alla mezzanotte della vigilia di Natale sui ferri dei pozzi appare “‘a papera cugliuta” ossia un’oca con smisurati attributi mascolini, la quale spaventa a morte coloro che hanno la sventura di guardarla.

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