Mignano Montelungo

Al confine con la Regione Lazio sorge Mignano Montelungo teatro di scontri tra il nostro esercito, le truppe partigiane e gli alleati contro i nazifascisti.

Mignano Monte Lungo

Ritrovamenti  archeologici dimostrano che nel comprensorio di Mignano 
vi era una importante urbs dei Sidicini  di epoca preromana.

Ma di tale insediamento purtroppo non  sappiamo molto: il suo nome e la sua storia vennero cancellati dalle armi romane; l’origine dell’attuale nome 
molto probabilmente è proprio una derivazione dell’appellativo di un esponente della nuova classe latifondista, nota dall’espansionismo dell’Urbe. Sotto la dominazione romana  Mignano conosce periodo di grande splendore; ma alla caduta dell’Impero, mentre si susseguono le dominazioni barbariche, saldi legami si intrecciano fra le genti mignanesi e i monaci benedettini dell’Abbazia
di Montecassino.

Mignano entra a vele spiegate nella storia, comunque, come il luogo dove
Papa Innocenzo II, battuto e catturato da Ruggiero d’Hauteville,
di pura stirpe normanna, dovette infine piegarsi alle richieste di quest’ultimo e riconoscerlo signore di Puglia e di Sicilia. Sempre da Mignano mosse Carlo d’Angiò per affrontare nella battaglia di
Benevento
lo sfortunato Manfredi che in essa perse il regno e la vita; e per Mignano, dopo aver spogliato l’abbazia cassinese di tutti i suoi tesori per sostenere il suo esercito, era passato un’altro papa guerresco, Gregorio IX, per muovere in armi contro Federico II di Svevia.

Nel 1500  Mignano e la sua gente divengono signoria
di Ettore Fieramosca, valoroso e fedele compagno d’armi dei regnanti di Aragona, ma soprattutto protagonista eroe della disfida di Barletta, nella quale tredici cavalieri italiani soggiogarono con il vigore delle armi l’arroganza ed il disprezzo dei Francesi per il valore delle nostre genti.

Andando avanti nei secoli e scopriamo che  Mignano è al centro delle vicende storiche del nostro Paese. La linea Bernhard partiva dalla foce del
Garigliano
, passava per Mignano e proseguiva per Colli al Volturno.

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 che l’Italia firma con gli alleati, il governo Badoglio ottiene di intervenire nella guerra contro i nazifascisti con truppe regolari italiane. Il cosiddetto battesimo del fuoco
avviene tra l’8 e il 16 dicembre dello stesso anno nella battaglia di Monte Lungo nei pressi di Mignano, uno degli ultimi comuni della Campania ai confini con il Lazio.

L’offerta di sangue ed il valore dei nostri soldati servirà a rifare l’Italia; e le file interminabili di croci bianche del Sacrario Militare che sorge sul luogo
della battaglia sono un silenzioso, ma immenso, monumento alla pace.

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Pubblicato il 10 gennaio 2003 in: Caserta e la sua provincia

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