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Ode al friariello

Ode al Friarello Una Poesia di Sergio di Faenza, un caro amico di piazzanapoli

 

 

 

In questa fredda mattina di febbraio

col sole ambiguo delle undici

mi aggiro in po’ imbranato

tra i banchi del mercato

Ad un tratto in mezzo a pellicce

di donne fintamente indaffarate

e al fumo di trenta sigarette

fumate e mai volute

mi ritrovo a giocare a palla

con rosse e dure arance

che di sicilia

il profumo giurano…

rotondeggiando

e vi vedo

friarielli abbandonati

ignorati, mai fasciati

al destino di cime di rapa destinati

e vi amo, ridendo della distanza

che vi separa da fratelli davvero

apprezzati

e del freddo che sconosciuto

vi mortifica

promettendo orecchiette di plastica….

no, vi salvo io

il vostro eroe da weekend

avvolto innamorato

nel ricordo di tenere salsicce

e del vino del paese

accetto indispettito

l’uso della vostra vendita

a peso

sfasciati

afferrati da mani che non vi apprezzano

cacciati in un bozzolo di polietilene

a bassa densità

pronti per il viaggio

verso casa…..

salite le scale con me

verso il rifugio antiatomico

da dove, dietro una fessura

guardo il mondo andare a rotoli

chiudo le finestre

per non sentire la puzza della guerra

resto con i miei friarielli

cullandoli nel ricordo di mammà

forse il vostro sacrificio

alleggerirà il peso dalla mia coscienza

e penso a quei bambini

a quelle donne di terre polverose

e una volta lontane

che di voi non conosceranno mai

il profumo e l’amarognolo

sapore di casa

e mi siedo, imbranato

a pensare a cosa ho fatto

per evitare l’irreparabile

penso, mi gratto la barba di un giorno

forse davvero esiste una salvezza

per me e per questi fratelli

che stanno cadendo dalla padella alla brace

ma intanto s’appicciano ‘e friariell….

mannaggia ‘a culonna!


Sergio CarloTerzo

 

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