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Il Gambrinus ed il "Vesuvio"

Nasce a Napoli al Gambrinus una nuova delizia

Il Gambrinus, uno dei piu’ famosi caffe’ di Napoli ha presentato e
brevettato una nuova leccornia: si chiama “Vesuvio.”

La nuova innovazione pasticciera e’ formata da un tronco di cono composto con la
pasta della sfogliatella riccia, ripieno di baba’ e pastiera.
Il piu’ conosciuto tra i locali partenopei ha antiche origini. Dalla Turchia
si estese a Napoli per la particolare abitudine della consumazione del
caffè diffusosi col regime spagnolo. Il primo bar fu proprio
il
“Caffè”, dove persone di cultura amavano raccogliersi per degustare tale bevanda
e intrattenersi in argomenti letterari.

A Napoli, dal 1700 al 1800, videro la luce più di cento “Caffè”
tra i quali si segnalarono per la loro importanza: il Diodati, il
Fortuna
, il S. Apostoli, il Caffè dei Tribunali (sempre pieno
di avvocati), il Bar Starace (meta di Antonio Petito), il Caffè
Vacca
(in Villa comunale), il Caffè d’Italia (in via Toledo,
che annoverava tra i suoi clienti Francesco Mastriani). Ma il caffè per
antonomasia fu il Gambrinus (1850), ubicato all’angolo
di via Chiaia, tra la nuova e la vecchia Napoli: la poetica e
l’industriale. Affrescato per la maggior parte da Caprile, accolse famosi
personaggi politici come Crispi, Nicotera, Bonchi,
Labriola
, Miraglia e l’élite napoletana dei Filangieri,
Zerbo
, Salazar, Schilizzi, Sirignano, Colonna,
Caracciolo, Pignatelli e del Balzo, nonché artisti e poeti
da Di Giacomo a Serao, Dalbono, Gemito, Murolo,
Bovio, Michetti, Russo, Bracco, D’Annunzio. E
non dimentichiamo che qui, proprio qui, in questi locali per una
scommessa nacque
“A
Vucchella”
di Gabriele D’Annunzio e Paolo Tosti.

Un particolare ringraziamento va a
Michela Mancini
del sito
www.piazzavirtuale.net
per la disponibilita’ e la gentilezza dimostrata,
senza di lei non avrei mai ottenuto la fotografia del “Vesuvio”

liberamente
tratto da: Aldo De Gioia
,
Frammenti di Napoli

RCE Edizioni srl, Napoli 2000

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