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Addio Sergio Bruni

ROMA - Il cantante napoletano Sergio Bruni e' morto ieri pomeriggio a Roma. Era stato ricoverato al Santo Spirito per problemi respiratori.

Bruni, che lascia la
moglie Maria e quattro figlie (Michela, Anna Maria, Adriana e Bruna), era nato a
Villaricca (Napoli) il 15 settembre del 1921. La sua canzone piu’ celebre e’
”Carmela”.

BAUDO, INTERPRETE COLTO E APPARTATO

”Un grande interprete e un grande isolato rispetto agli altri cantanti
napoletani: aveva un suo stile diverso dal tipico cantante popolare napoletano
con approccio piu’ colto e testi bellissimi”: cosi’ Pippo Baudo ricorda Sergio
Bruni.”Ha scritto poche ma belle canzoni - dice Baudo - nei concerti dava anche
il meglio dello strumentismo perche’ andava alla ricerca delle radici della
tradizione napoletana”. Baudo ne ricorda anche il senso dell’ironia come quando
”eseguendo a Sanremo ‘E’ mezzanotte’ in coppia con Joe Sentieri, gioco’ nel
finale sul difetto della sua camminata, dovuto alla gamba ferita, e lo fece
diventare un modo di incedere sul palco”. Molto amato all’ estero, ricorda
Baudo, ”Bruni faceva grandi tournee ma era molto appartato rispetto agli altri
cantanti che lo ritenevano comunque un maestro”. A casa sua, ”un salotto per
pochi, gli piaceva fare le pizze”. Con Murolo, sottolinea Baudo, ”era il piu’
grande ma con uno stile e una musicalita’ e una ironia diversi. Con i classici,
ad esempio, era molto aereo ed ispirato. Da’altra parte aveva una voce melodica,
anzi un filo di voce e non certo un timbro tenorile”.

NINO D’ ANGELO, ERA COME SINATRA

”Era come Sinatra per la canzone Usa, come Gilbert Becaud per quella francese.
Era di un altro livello, noi con lui non ci possiamo paragonare”. Cosi’ Nino D’
Angelo, appena raggiunto dalla notizia commenta la notizia della scomparsa di
Sergio Bruni. ”Lui era un personaggio del livello di Toto’ e di Eduardo de
Filippo - aggiunge il cantante - uno di quelli che non hanno eredi”. ”Noi
apparteniamo ad un’ altra generazione - aggiunge commosso D’ Angelo - siamo un’
altra storia”. ”Per me e’ un colpo, sapevo che stava male, ma sapevo anche
che, comunque, Sergio Bruni c’ era. La voce di Napoli, la piu’ autentica e
popolare era lui”. Per D’ Angelo, l’ autore di ”Carmela” ”non ha avuto dalla
vita tutto quello che meritava”. ”Era un carattere difficile, non era mai
ruffiano. Per questo era un punto di riferimento per tutto noi cantanti. Era un
grande napoletano”.

BASSOLINO,NON C’E’ PIU’ LA VOCE DI NAPOLI

”La Voce di Napoli, e mai titolo fu piu’ meritato, non c’e’ piu’. Se ne andata,
oggi, pochi mesi dopo Roberto Murolo, lasciando un vuoto incolmabile nella
canzone partenopea”. E’ il commento del presidente della Giunta regionale della
Campania, Antonio Bassolino, alla morte di Sergio Bruni.”Ma quella canzone che
lui ha portato alle somme vette dell’arte, - ha aggiunto Bassolino - dimostrando
con ‘Carmela’ come si potessero scrivere dei classici, sapra’ ricordarlo, e con
lui, Murolo e Renato Carosone, maestri di un’arte antichissima, popolare,
nobilissima, internazionale”. ”Un patrimonio inestimabile - ha concluso
Bassolino - per tanti artisti di tutto il mondo. Napoli riabbraccera’ per
l’ultima volta la sua voce, lo scugnizzo ferito dai nazisti nelle Quattro
Giornate, l’uomo il cui canto la descriveva cosi’ bene: ‘Rosa, preta e stella’
”.


IERVOLINO,
CANZONE NAPOLETANA PIU’ POVERA

”La canzone napoletana sara’ piu’ povera da questo anno in poi. Dopo quella di
Roberto Murolo, avvenuta soltanto tre mesi fa, la scomparsa di Sergio Bruni e’
un nuovo e grande dolore per tutti quanti noi”. E’ quanto ha affermato il
sindaco di Napoli, Rosa Iervolino Russo, sulla scomparsa di Sergio Bruni
avvenuta qualche ora fa. ”Ci manchera’ la sua voce particolarissima, - ha
continuato il sindaco Iervolino - che per molti della mia generazione ha
accompagnato i sogni della giovinezza, ed ancora di piu’ la grande
interpretazione della canzone napoletana che Sergio Bruni, pur da artista schivo
e poco propenso alle esibizioni festivaliere, porto’ e fece conoscere ed
apprezzare in tutto il mondo”. ”La Citta’ di Napoli - ha detto ancora il
sindaco - gli ha dedicato negli ultimi anni alcuni appuntamenti ricchi di
significato promuovendone una mostra antologica al Maschio Angioino ed un
Concerto a Piazza San Domenico Maggiore che fu l’ultimo e commovente incontro
del Maestro con il suo pubblico otto anni fa”. ”In questo momento ci
stringiamo al dolore della moglie e delle figlie - ha concluso il sindaco
Iervolino - e troveremo quanto prima l’occasione per offrire loro la
testimonianza del perenne ricordo, della gratitudine e dell’ammirazione che la
citta’ serba per la ’sua’ voce”.

23/06/2003 09:30
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