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Sovvenzionato dalla regione campania il primo corso per veline

In Campania un corso per diventare veline Prenderà il via nel Napoletano, il primo corso per diventare veline. Sarà interamente finanziato dalla regione Campania con i fondi europei.
FRATTAMAGGIORE (NAPOLI) – Una scuola per
imparare a ballare gli stacchetti. E ad ancheggiare sui tavoli. E a
sorridere, sempre e comunque. Prenderà il via a Frattamaggiore,
nell’hinterland napoletano, il primo corso per veline interamente
finanziato dalla regione Campania con i
fondi
europei. Lo dice il Corriere della Sera.

Al corso prenderanno parte 97 ragazze che saranno scelte
attraverso un casting in piena regola. Una società partenopea
organizzerà le lezioni e garantirà il successivo contratto di lavoro.
Unico requisito richiesto, dicono gli organizzatori, è la bellezza.

L’accordo, sottoscritto ieri, si inserisce all’interno dei progetti
Aifa
, che permettono alle aziende campane di ottenere finanziamenti
europei, per attività formative finalizzate all’assunzione. Un’impresa
ha fiutato l’affare e ha proposto il corso per veline. Benedetto dai
Cgil
, Cisl e Uil, perché le giovani soubrette avranno
contratto a tempo indeterminato e paga sindacale.

Pietro Vittorelli, amministratore della società, spiega indicando
i luoghi dove si terranno le lezioni: “Qui è tutto in regola, tutto a
norma. Perché sia chiaro: questa è una cosa seria, mica una
pagliacciata. Le ragazze dovranno sostenere 600 ore di lezione,
suddivise in 180 i teoria e 420 di pratica.
Per ciascuna di esse
riceveranno un compenso di due euro e sette centesimi. Poi alla fine del
corso le assumeremo e parteciperanno a un programma che abbiamo in
cantiere”.

Il programma in questione, di cui esisterebbe già un numero zero
registrato in videocassetta, è un format ideato, prodotto e realizzato
dalla società.

Il casting comincerà tra una ventina di giorni. A valutare le ragazze
saranno docenti e funzionari regionali. Le aspiranti veline dovranno
bucare il video, dice Vittorelli. Al resto, danza, canto e recitazione,
bon ton e trucco penserà la scuola. “Le ragazze – dice – avranno un
lavoro e uno stipendio. Le avremo tutte sotto contratto e ce ne
occuperemo al meglio”.

(1 LUGLIO 2003, ORE 7:55)

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