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La storia de li "Maccaruni"

NelleLeggende Napoletane di Matilde Serao c'e una&#nbsp; garbata novella che attribuisce al capoluogo campano l'invenzione dei maccheroni, ma altro non è che una graziosa favola.

La
storia de li “maccaruni”

 

La leggenda della Serao potrebbe 
essere credibile per i maccheroni, ma tutti sappiamo che  il pomodoro, all’epoca di Federico di Svevia, non era assolutamente conosciuto dalle nostre parti, e sarebbe stato portato dall’America, e precisamente dal
Perù
, soltanto un paio di secoli più tardi; e per di più solo nel secolo
XVII
cominciò ad essere coltivato in Italia.

Al tempo di Federico II di Svevia, nella zona del Seggio di Portauova,
in via dei Cortellari, vi era un palazzetto a quattro piani nel quale alloggiavano una « donna di facili costumi », uno strozzino ebreo, una coppia di truffatori, e uno stregone o mago di nome Chico.

Il mago non si faceva vedere molto anche dai suoi « coinquilini ». Il suo domestico,  raccontava che questi, studiava sempre e si

dava anche ad esperimenti chimici di  grande  interesse.
Quali fossero qusti esperimenti nessuno aveva modo
di saperlo, ma di sicuro si sapeva

che ad una determinata ora ,  usciva dalla sua casetta una nuvola bianca
che a volta imbrattava il bucato messo a sciorinare , ma  ciò che maggiormente  impressionava gli abitanti  dello stabile  e’ che si poteva intravedere il mago nella nube di polvere con le mani imbrattate
di… sangue
! Tutti avevano paura e non sapevano immaginare cosa egli facesse, anche se in effetti il pover’uomo non faceva male a nessuno, anzi con i suoi esperimenti voleva perfezionare una sua scoperta che avrebbe reso felice il prossimo nei  secoli a venire!

Un giorno, la bella e procace Giovannella di Canzio, che era la moglie, o quasi, di uno sguattero della cucina reale,
tanto spiò che riuscì a scoprire cosa manipolava il mago ed imparò a fare imaccheroni ed il saporito sugo di pomodoro che da lontano era stato scambiato per sangue.

Non appena si fu specializzata nella preparazione del piatto la furbastra 
tanto brigò,  tramite il marito, che
riuscì ad arrivare a corte ed a fare assaggiare a Federico II la sua specialita’., e quella fu la sua
fortuna, da quel momento  tutti vollero mangiare i maccheroni, i nobili vollero che i loro cuochi imparassero a farli e Giovannella divenne molto ricca e fece molte conoscenze.

Il povero Chico, che era all’oscuro di tutto, ignorava che la sua ricetta gli fosse stata rubata, e lo apprese un giorno bruscamente , passando per un vicolo,vide per caso che in un basso si cucinava… la sua invenzione!

Disperato, amareggiato, il povero buon mago fece fagotto e scappò via da Napoli.

 

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