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Vico Pensiero

Se il delirio della passione non vi spaventa, la sfida con il fascino diabolico vi intriga, o semplicemente, volete sperimentare, solo per qualche istante, i fremiti che l'immagine di una strega può evocare, attraversate via dei Tribunali,

dirigetevi verso l’Archivio di Stato e… guardatevi
intorno.

E’ questo il luogo degli incantesimi. Dalla notte dei tempi, tra queste
stradine, le magnifiche e magiche donne si aggirano a testa alta. Fino a
un centinaio di anni fa vi era un vicolo cupo e misterioso,
nel quale si celebrava, ogni giorno, il trionfo dell’insana passione su ogni
ragionevole ragione
. Vico Pensiero: lo scenario sul quale, per
secoli, il potere della femminilità diabolica ha messo in scena la storia
infinita dell’ossessione d’amore. Un’iscrizione, ai piedi di un
bassorilievo
, con sibilline parole, ammoniva gli incauti contro il
fascino perverso delle streghe
:

“POVERO PENSIERO

ME FU ARRUBATO

PE NO LE FARE LE SPESE

ME L’HA TORNATO”.

E’ la lapide posta, secondo una leggenda popolare, da un giovane
delirante d’amore
. Una strega diciassettenne, dai lunghi capelli
neri e dagli occhi di giada, lo aveva catturato. Lo prese, come
fanno le streghe, con il sorriso più dolce e le parole più tenere. Si
concesse a lui con il trasporto e il candore della più devota sposa
. E
quando non vi fu nemmeno un frammento d’anima da conquistare ancora, quando
nella mente di quell’uomo non ci fu spazio che per lo splendido viso, il corpo
sinuoso, il dolce nome della piccola seduttrice, ella si stancò. Le streghe
non conoscono i sentimenti
, ignorano le emozioni. Ma l’incantesimo
non poteva essere sciolto
. Per anni vagò lungo le strade che lo avevano
visto gioioso e innamorato
. Poi decise di lanciare il suo ultimo,
disperato grido di dolore
. Di scolpire nella pietra i tormenti della sua
anima. L’iscrizione di vico Pensiero, per secoli, ha messo in guardia
cittadini e forestieri. Poi, nel 1890, la stradina fu abbattuta per
consentire i lavori di risanamento della zona e la lapide ceduta alla società storica di
Napoli, dove ancora è conservata. Quel luogo di incantesimi e
sortilegi
resta sempre rifugio delle streghe.

Spingetevi fin lì e, se il fato ve lo concede, da un portone annerito dal tempo,
o da un angolo remoto, potrete veder spuntare un distillato di

femminilità capace di lasciarvi senza fiato. Non guardatela negli occhi,
altrimenti per voi non ci sarà più scampo
.

Da:sfizzy
(sfiziosa63@@hotmail.com)

Oggetto:Le streghe di
Vico
pensiero
(leggende)

Newsgroups:italia.napoli.discussioni

Data:2003-01-14 14:54:10 PST

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