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Lo scopettino di re Alfonso

La sala dei Baroni si trova nel Maschio Angioino. Fu durante la celebrazione del matrimonio di una nipote con il duca di Sarno, che il re Ferrante d'aragona fece arrestare i traditori che stavano per ordire un complotto alle sue spalle

Lo scopettino del duca Alfonso

Il rinascimento napoletano, avutosi durante la dominazione aragonese, fu contraddistinto da sanguinose lotte tra i potenti dell’epoca.

Ad alimentare le ostilita’ gli storici dicono che furono i baroni, che non potendo fare nei loro feudi i fatti loro, erano accompagnati da un unico pensiero:

quello di spodestare i sovrani, e spesso ricorrevano a congiure che furono sempre spente con supplizi di particolare ferocia dal re Ferrante e dal suo primogenito Alfonso, duca di Calabria, rispettivamente figlio e nipote di Alfonso detto “il Magnanimo”.

Una parte importante nella storia di Napoli, resta quella che e’ passata alla storia come “La congiura dei Baroni”

Re Ferrante stupi’ tutti quanti in modo incredibile: Durante le nozze di una nipote con il figlio del conte di Sarno, invito’ a Castelnuovo, l’attuale Maschio Angioino, numerosi nobili facenti parte del Regno, tra cui i cospiratori. Durante il banchetto nunziale il re diede ordine di procedere all’arresto dei traditori. Furono oltre una trentina tra baroni, conti e duchi che dalla festosa sala Nuova che in seguito prese il nome di “Sala dei Baroni”, passarono alle oscure celle del castello.

Per molti la prigionia duro’ pochi giorni perche’ furono subito giustiziati, per altri ci fu una segregazione a vita costernata di tremende torture.

Su questa vicenda, si racconta che pero’ ci fu un avvisaglia singolare e curiosa, che non fu capita al volo dai cospiratori della congiura, e l’avvertimento venne direttamente dal figlio di Re Ferrante, Alfonso, il quale rientrando trionfatore dalla Battaglia di Ferrara, nell’anno 1484, per far capire le intenzioni di un radicale repulisti ricorse ad una grezza simbologia: al posto del tradizionale pennacchio, sul cimiero pose uno “scopettino”.

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