Monologo di Pappagone

Il personaggio di Pappagone nasce nel 1966 all'interno del programma musicale-televisivo Scala Reale. Con il ciuffo di capelli dritto sulla testa Pappagone ha una lingua tutta sua.

 Si può rintracciare una somiglianza tra Pappagone e il personaggio del cuoco della commedia “I casi sono due” di Armando Curcio, portata al successo sulle scene da Peppino. Nella commedia, il padrone di casa scopre che il suo cuoco è in realtà un suo figlio naturale.
Pappagone è un uomo ignorante, un campagnolo che ha un impatto violento e choccante con l’ambiente cittadino, dove si parla una lingua che non è la sua… Anche la sua fisicità è impacciata, al punto da creare situazioni inverosimili in cui la fantasia dell’attore permette di far avvicinare il ridicolo al dadaismo. Pappagone si muove e si esprime come se nulla fosse, come se tutto fosse come lui lo vede e lo interpreta…
Il suo vestito è un “costume” a righe, i suoi capelli hanno un ciuffo sempre dritto…
Il successo del personaggio fu tale che la critica ne trasse lunghe disquisizioni ed evocò, per spiegare l’origine del nome, Pappus e Arpagone! Peppino spiegò in televisione che Pappagone è… una qualità di prugna che si vende a Napoli.

Frasario di Pappagone:

Pappagone risponde al telefono: “Pronto… chi chiacchiera?”
Pappagone chiede perché: “E piriché?”
Pappagone non vuole immischiarsi: “Non metto lingua”
Pappagone dice ecco qua: “Equequa!”
Pappagone e la carta d’indentità: “la carta d’indindirindà”
Pappagone fa gli scongiuri: “Aglio fravaglio… fattura ca nun quaglia… corna e bicorna…caparice e capodaglio…”
Pappagone ha perso i genitori: “Sono scorfano di padre e di madre”
Pappagone deve fare una scelta: “Mamma mia che corresponsabilità”
Pappagone chiede di non preoccuparsi: “Non vi percorate”
Pappagone non ha capito: “Che signifisica?”

Automobile: automorbida
Imbrogliata: arrovogliata
Astronave: astrodinave Colorato: Corolato
Alla fine: Alla fidinfine
Frigorifero: freddorifero Spenta: stutata
Infanzia: infanticida
Whisky: fischio
Signorsì e signorno: gnoresì, gnoreno
Le coronorie: le incoronate
Le coronarie: Le incoronate
Proprio: propeto
Mi sacrifico: mi sacrifisico
Vi tiro su: vi carriculo
Manigoldo: manicorto
Amleto: Omletto
Le orecchie turate: le orecchie appilate
Finisce: fernisce
Filibustiere: figlio di pustiere
Sconfitto: soffritto
Italiano: taliano
Perciò: piriciò
Solletico: Solleticolo
Aperitivo: primitivo
Insegnato: inzagnato

 

 

 

 

Monologo di Pappatone

 

Mi chiamo Pappagone,

sono un grande ignorantone.

Quando parlo l’italiano

non si sa se son siriano,

turco, russo, oppure che…

e vi dico il pirichè:

Quando al mondo son venuto

il cervello s’è perduto.

Una lingua mal creata

la favella m’ha ‘nguaiata.

Sulla testa i miei capelli,

sempre ruvidi e ribelli,

sull’occipite un riccetto

fa più stupido il mio aspetto.

Si lo so che sono fesso,

ma felice son lo stesso.

Già che al mondo ci si viene

una volta, allor conviene

che la vita te la spassi

senza misurare i passi.

Se vuoi vivere felice,

non sentir quel che si dice.

Fai lo scapolo e vedrai

sempre libero sarai.

Se vuoi star di buon’umore

non recarti dal dottore

puoi curar le malattie

sempre stando in allegria.

Chi di solito si lagna

la scalogna l’accompagna.

Se vuoi farti molti amici,

fatti prima assai nemici.

Ti diran che sei sincero

solo se non dici il vero.

Non uscire con l’ombrello

quando fuori il tempo è bello.

Quando scoppia il temporale,

mangia pepe, pane e sale…

Più la rima non mi viene

e finire mi conviene.

Questa storia, si capisce,

non aiuta, ne istruisce.

E’ servita solamente

per sentirci allegramente.

Ora fo’ corna e bicorna

ed a casa me ne torno.

Pappagone se ne va

ripetendo ecque qua!

 

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