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Maria Chiara Di Domenico Paesaggi remoti - evento a Parigi

Maria Chiara di Domenico inagura a Parigi il suo vernissage alla Galerie de l'Acerma, in quai de la Loire, 22. Dal 9 al 21 novembre 2007. Se vi trovate da quelle parti val la pena sbirciare tra le opere di questa eclettica artista napoletana.

L’universo non ha Sud



“Passaggi Remoti”

Si chiama così la prima mostra in assoluto di

Maria Chiara Di Domenico

Il Vernissage si terrà alla Galerie de l’ Acerma, in Quai de la Loire, 22 a Parigi.
dal 9 al 21 novembre 2007
ore 18.30

Maria Chiara Di Domenico, dopo essersi laureata all’Accademia di Belle Arti di Napoli con una tesi “Suggestiva e unica, che non si ricordava da decenni”
a detta del poeta Michele Sovente, suo relatore - “Islam tra Shar’ia e arte” - e, a compimento di un percorso rapido, che l’ha vista, a soli 24 anni,  percorrere gli innumerevoli sentieri della pittura, per lo più classici sotto la guida del suo maestro e mentore, l’autorevole pittore Guglielmo Longobardo
dalla selezione al Premio Internazionale di PitturaFlavio Gioia” di Amalfi”;
alla presenza in Sardegna in nome dell’Accademia di Belle Arti Napoletana al “Premio internazionale Palau Arte” - con un’opera esposta al museo di Palau;
con il lavoro di ricerca del Laboratorio di comunicazione “Oltre il margine” di Maria Grazia Antonini, volto al reintegro dei malati di Alzheimer e con i bambini del “Convitto Nazionale V.Emanuele II di Napoli, vive a Segry nella Region du Centre in Francia, ospite de L’Abbaye de La Prée, un centro di promozione multiculturale che ospita artisti da tutto il mondo e di tutte le categorie - pittori, scultori, poeti, narratori e musicisti.


Chiara Di Domenico è la figliola del non meno noto, eclettico anche lui, e anche rompiscatole Francesco Di Domenico, in arte Didò, che si definisce “decrepito umorista”, per la verita’, io ci metterei la firma per mantenermi come lui, alla sua veneranda età :-) che è  proprietario del blog  da cui e’ tratto questo articolo.

Didò - continua dichiarando - è un fatto “lapalissiano”, che la sua arte esuli dalle gesta insipide del suo genitore biologico è un fatto ancora più evidente, che per fortuna sua (di Chiara) lei si trovi a 2000 km di distanza, getta lui nello sconforto e lei in una gioia sovraumana: vivere dalle parti di Didò è una sofferenza e contribuisce alla castrazione dell’arte e anche dei Ragù al sugo di pummarola.

“Il Doppio”
mixed media on  canvas,  170×200 cm cm, 2003



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