Questo sito contribuisce alla audience di

Tu scendi dalle stelle

La storia della piu' famosa delle nenie natalizie, Tu scendi dalle stelle, nella versione italiana, e Quanno nascette Ninno, in quella dialettale napoletana


Alfonso Maria de Liguori nacque a Marianella di Napoli il 29 settembre 1696, figlio primogenito di Giuseppe de Liguori, energico e pio capitano comandante le galere reali, e di Anna Cavalieri.
I de Liguori tra gli otto figli che ebbero tre divennero sacerdoti (Alfonso, Antonio, Gaetano) due monache (Barbara, Maria Anna), una figlia morì subito (Maddalena) e solo due continuarono la stirpe (Teresa e l’ultimogenito Ercole, che raccolse di diritti di primogenitura).
La nascita del primogenito Alfonso, fu confortata dalla profezia del santo Francesco di Gironimo: “Questo figliolo vivrà vecchio vecchio, né morirà prima dei 90 anni; sarà vescovo e farà grandi cose per Gesù Cristo”.

Persino Giuseppe Verdi asseriva che il Natale non sarebbe più Natale senza i versi e la melodia di questa famosa pastorale, scritta da Sant’Alfonso Maria de Liguori a Nola nel 1754.

Il santo si trovava ospite presso don Michele Zambardelli quando la compose, ma fu data alle stampe solo l’anno successivo.

Sant’Alfonso scrisse di getto su un pezzo di carta le note del canto, eseguendole poi al clavicordo destando la meraviglia dello stesso don Michele che gli chiese di poter copiare a sua volta la canzone.

Nonostante il divieto posto dal santo che ne considerava prioritaria la stampa, il sacerdote, approfittando dell’assenza del Santo, impegnato in chiesa per una predica, sali’ nella sua stanza e
ricopio’ il manoscritto, mise il foglio in tasca e scese nel coro.

Non aveva fatto i conti, pero’ con la straordinaria capacità di visione e profezia di Sant’Alfonso, il quale, fingendo di non ricordare la successione dei versi mentre insegnava la sera la canzone ai fedeli, mandò un chierico da don Michele a chiedere il foglio che egli custodiva tanto gelosamente nella sua tasca.

Tu scendi dalle stelle,
o Re del cielo,
e vieni in una grotta al freddo, al gelo.
Oh Bambino mio divino,
io ti vedo qui a tremar
o Dio beato;
ah quanto ti costò l’ avermi amato!
A Te che sei del mondo
il Creatore, mancan panni e fuoco,
o mio Signore
Caro eletto pargoletto
quanto questa povertà
più m’innamora,
giacché ti fece amor
povero ancora!

Quanno nascette Ninno
Quanno nascette Ninno a Bettelemme
era notte e pareva mezzo juorno.
Maje le stelle lustre e belle
Se vedettero accussì
E a chiù lucente jiett’a chiammà
Li Magge e l’Uriente
De Pressa se scetaiono
L’aucelle de na forma tutta nova.
Pensi a grille coli strille.
E zombanno acca e a là,
è nato, è nato decevano
lo Dio che si c’acriato.
A meliune l’angiule calare
Co chiste se metteten’a cantare
Gloria a Dio, pace’ n terra,
nucchiù guerra, è nato
già lo Rè d’amore
dà priezza e pace

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • Silvano Maarchese

    27 Nov 2010 - 12:59 - #1
    0 punti
    Up Down

    Interessante tutto quello che avete pubblicato

Le categorie della guida