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Il monumento degli innammorati

Scopriamo assieme chi fu Diego Cavaniglia che incarna il modello ideale del cavaliere rinascimentale: bello, dai modi gentili e raffinati, era tra i nobili più ricercati presso la corte di re Ferdinando I.

particolare monumento

Chi e’ Don Diego Cavaniglia?
La sua storia e’ legata all’Irpinia, appena ventenne Conte di Montella ando’combattere contro i Turchi ad Otranto, venne ferito e morì all’età di appena 28 anni nel settembredel 1481.
Egli volle essere seppellito a San Francesco a Folloni diMontella dove la consorte, Margherita Orsini, fece edificare una cappella ed un superbo monumento sepolcrale.

L’amore di Margherita per il suo Diego, non si spense mai ed infatti, e’ storicamente accertato che fu costretta a delle seconde nozze per ragioni di stato, ma fu seppellita accanto al marito

Il monumento funebre fatto realizzare da Margherita era originariamente formato da un archetipo, così come era stato progettato, prima che, intorno al 1740 venisse scomposto dal luogo originario.

Le tre cariatidi la Prudenza, la Giustizia e la Temperanza reggono il sarcofago e rappresentano tre delle quattro virtù cardinali.
cariatide

La quarta, ovvero la Fortezza, sarebbe impersonata dalla statua dello stesso cavaliere. Le ghirlande di alloro che circondano le raffigurazioni di S. Pietro, della Vergine e di Sant’Antonio, si vedono per tre volte attorniare lo stemma del Cavaliere, sia sul coperchio che ai lati del sarcofago: forse per indicare che egli fu un campione di fede.
La tomba di Margherita Orsini e’ posizionata nel disegno geometrico del pavimento della chiesa, e prima che lo si spostasse nell’attuale sagrestia, costituiva un’ unica ed inseparabile opera.

Il posto di Margherita era proprio quello, vicino al marito, perché nonostante fossero trascorsi tanti anni, nonostante le seconde nozze, non si era spento in lei né era venuto meno l’amore per Diego, e la recente iniziativa di adottare a “monumento degli innamorati” il mausoleo del Conte Diego Cavaniglia, anche su iniziativa di alcuni studiosi tra i quali il giornalista Aldo De Francesco è stata accolta volentieri dalla Comunità francescana conventuale di s. Francesco a Folloni, guidata da Padre Agnello Stoia
monumento funebre canaviglia

Dopo mesi di assidue ricerche i frati del convento hanno infatti ritrovato, l’esatto luogo della sepoltura del conte Cavaniglia.
Lo scheletro del nobile, pupillo del re, è stato rinvenuto a conclusione di una piccola campagna di scavi in una nicchia sottostante il pavimento della sacrestia, il tutto alla presenza del medico legale del paese, Enzo Di Benedetto che ha constatato il buono stato di conservazione delle ossa.
E’ storia recente che per lui, per Don Diego Cavaniglia, conte di Montella, valoroso cavaliere, prediletto del re Alfonso D’Aragona, animatore della vita mondana del Rinascimento napoletano si è “scomodato” il massimo esperto italiano di anatomopatologia il professor Gino Fornaciari docente dell’università di Pisa, lo studioso che ha esaminato le spoglie di Sant’Antonio da Padova, del poeta Petrarca.
esame

Lo scheletro del leggendario cavaliere è stato rinvenuto nel convento di San Francesco a Folloni, a Montella. E precisamente sotto il pavimento antistante la sacrestia.
Per due giorni il professor Fornaciari, coadiuvato ad altri studiosi della sua equipe: Angelica Vitiello e Sara Giuliani ed a Marielva Torino, medico odontostomatologo e paleopatologo è stato nel convento per esaminare lo scheletro dell’impavido cavaliere irpino.
scheletro

Ha allestito un vero e proprio laboratorio per svelare i misteri di un giallo lungo cinque secoli. In un’altra stanza del convento la dottoressa Lucia Portoghesi ha esaminanato, minuziosamente i tessuti che coprivano le spoglie del cavaliere, confermandone la datazione quattrocentesca, a ricoprire infatti lo scheletro vi erano preziosi abiti d´epoca tra cui una giornea (ossia una specie di mantello che veniva indossato sopra l´armatura) ed un farsetto, ovvero una giubba corta di seta e broccato. Padre Agnello ha vigilato sul loro operato.

Queste ricerche hanno tutti i presupposti per far conoscere la leggenda di Don Diego oltre i confini irpini, accrescendone così la fama e si spera anche il flusso turistico alimentato dall’epopea del cavaliere.
E’ stato infatti accertato che egli sia morto a seguito delle ferite riportate in battaglia e si puo’ dichiarare con certezza che si tratti del suo scheletro.
C’è però un giallo che accompagna la sua morte, si parla di una freccia avvelenata, in seguito agli accertamenti non è stato trovato alcun segno di un dardo nelle ossa, ma ciò non toglie che la sua a morte sia sopraggiunta a seguito della ferita di una freccia che ha colpito i tessuti molli.

Per oltre cinque secoli le modalità della sua morte, sono rimaste avvolte nel mistero, infatti, si racconta che il cavaliere sia stato avvelenato dal figlio naturale di Ferrante d´Aragona, Alfonso, poi salito al trono perche’ geloso per una presunta storia d´amore tra Cavaniglia e la sorella Eleonora. />

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