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Razzismo contro i napoletani

I recenti cori razzisti contro Mario Balotelli da parte dei tifosi juventini, indignano il presidente Moratti e i giornalisti e la stampa nazionale lo asseconda, ma da anni ogni Domenica ingiurie ancor più gravi piovono sui Napoletani.

cassonetto napoletano

I tifosi della Juventus hanno preso di mira il giocatore di colore Mario Balotelli, italiano a tutti gli effetti nato a Palermo e trapiantato a Brescia.
Il calciatore è notoriamente esuberante ed intemperante in campo e questo attira le reazioni, talvolta esagerate, dei tifosi avversari.
In questo caso il razzismo vero e proprio c’entra poco e tutto questo è frutto di un’antagonismo tra due tifoserie e due società tra le quali c’è molto attrito soprattutto dopo le note vicende di calciopoli.
Cosi’ con il pretesto delle ripetute manifestazione di intolleranza verificatesi durante la partita Juventus-Inter dello scorso 19 Aprile, la società bianconera dovette giocare una partita a porte chiuse.
Il Presidente Moratti viene oggi assecondato dalla stampa sportiva e non di tutta la penisola, quella stessa stampa che non dà assolutamente autorevolezza alla vicenda che è ricorso in appello per evitare di pagare 1.500 euro ad un tifoso napoletano che ha vinto il giudizio intentatagli dopo Inter-Napoli, in quell’occasione i napoletani furono accolti con striscioni che recitavano “Ciao colerosi”, “Napoli fogna d’Italia” e “Partenopei tubercolosi”.
In relazione a quell’episodio vogliamo ricordare che Moratti non si sdegnò e oggi sfugge all’esigua incombenza nei confronti di un libero cittadino napoletano che per quegli insulti si allontanò dallo stadio senza vedere un solo minuto della gara.

La giusta indignazione per i cori contro Balotelli e i giocatori di colore la si esterni anche per quelli ben più fastidiosi e gravi che ogni Domenica, da sempre e su ogni campo d’Italia, piovono sui Napoletani. Che sicuramente non sono degli stinchi di santo, si difendono bene, anche loro sono sempre pronti a rispondere al fuoco, ma non lo fanno mai in una maniera estremamente razzista.
Basta ricordare che Mario Balotelli è venuto a giocare Napoli e non ha MAI ricevuto alcun insulto dalla tifoseria azzurra.


“Vesuvio, lavali col fuoco”
e “colerosi terremotati” sembrano cori oramai permessi e nessuno della pubblica opinione si e’ mai sdegnato per questo.
Napoli e i napoletani sono spesso nell’occhio del ciclone e non solo quando si parla di calcio, pagano più di quanto non commettano effettivamente, e lo stesso accade fuori dagli stadi.
L’esempio arriva spesso dalle alte cariche, anche da motivazioni politiche ci basti ricordare l’europarlamentare europeo della Lega Nord Matteo Salvini si concede sorseggiando una birra di cantare “Senti che puzza (…), stanno arrivando i Napoletani (…)” , ne consegue che diventa automatico che venga accettata l’ideologia che quello contro i neri sia razzismo mentre quello contro i Napoletani no.
Pertanto e’ importante che qualcuno provi ad alzare la voce, ma non ci meraviglerebbe se tempestiva arrivasse l’accusa di vittimismo napoletano, vecchio sistema psicologico di imbavagliamento collaudato dal 1860.

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