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Le donne velate di Maddaloni

L'unica processione campana, in cui le protagoniste sono le donne coperte in viso e vestite a lutto camminano senza scarpe con un passo lento e cadenzato e proteggendosi i piedi con calze nere.

donne velateProcessione del Cristo Morto e dell’Addolorata
detta anche del Venerdì Santo in Maddaloni

La Processione del Cristo morto e dell‘Addolorata e’ una delle tante rappresentazioni che si svolgono in tutta la Campania, oltre quella di Procida la più caratteristica rappresentazione di questo momento di dolore in Campania è ricollegabile alla penisola sorrentina, dove troviamo due processioni, quella dell‘Addolorata che parte alle 2:30 del mattino, e quella del Cristo morto che comincia alle 20:00.

L’intera penisola è interessata da una sfilata di ben diciotto processioni, che vanno da Vico Equense a Massa Lubrense, da Meta di Sorrento a Sant’Agnello, un vero e proprio esercito di incappucciati, di ogni colore, rinnova l’antica tradizione dei cortei penitenziari della Settimana Santa.

Introdotta dagli spagnoli nel XVI secolo e poi propagandata dai gesuiti, si è diffusa in tutto il mezzogiorno d’Italia, ed anche in Maddaloni ha origini molto antiche è tra le cinque manifestazioni della regione Campania più note e ricche di storia e spiritualità.
velate maddaloni

Sull’origine del rito di Venerdì Santo a Maddaloni, non si conosce molto ma a differenza delle altre processioni della regione, dove protagonisti son gli uomini, a Maddaloni avviene il contrario e cioe’ sono le donne a far da padrona presentando il loro dolore materno in una processione al femminile, cantando “O dolorosa Vergine”, un canto dolce e struggente innalzato alla Mater Dolorosa che piange, in un contemplare velato di lacrime, il proprio Figlio.

Le donne coperte in viso e vestite a lutto camminano senza scarpe con un passo lento e cadenzato e proteggendosi i piedi con calze nere esprimono la loro femminilità-fertile come le donne greche velate, devote alla Dea Mater, partorivano in silenzio, nella parte più nascosta della casa.

Quel velo che rappresenta reverenza e rispetto all’immagine della Madre-terra che nutre l’uomo e lo accoglie da morto, come in un rito di passaggio collettivo della fertilità e della vita.
donne velate di maddaloni

Nel Museo Campano di Capua, le Matres Matutae sostengono con orgoglio millenario i molti frutti di poderosi ventri e passando per le solenni dee pagane, infinite variazioni di una unica fecondità e d’unica religiosità, arriviamo alla Madre di Cristo che sostiene il frutto nel suo ventre: il suo Figlio Divino che cancella la morte del mondo”.

Sono circa 450 i “portatori” di simboli, che si prenotano fin dall’8 dicembre sottoponendosi anche a un’accurata preparazione religiosa), non conta l’età né tanto meno l’appartenenza a questo o a quel ceto sociale. Aleggia però tra di essi una fede profonda e una partecipazione che ha del mistico.

In testa al corteo sfilano alcune donne, le più giovani e rigorosamente nubili.
Ciascuna di esse è scalza, vestita di nero, con un velo dinanzi al viso e porta in processione i simboli e gli strumenti della Passione di Cristo, adagiati su cuscini rossi .
donnevelate

Segue il gruppo dei bambini abbigliati con una tunica rossa e una corona di spine, i maschi, mentre le femmine indossano la tunica ed il manto azzurro della Madonna. A questi segue la statua dell’Addolorata con il cuore trafitto da pugnali, che viene trasportata da alcune donne che segueno il ritmo lento di un triste canto intonato dalla banda musicale del Villaggio dei ragazzi. Il corteo è, infine, concluso da un gruppo di giovani uomini che trasportano una lettiga recante la statua rappresentante il Cristo morto, accompagnata dalla folla dei fedeli.
In passato questa processione era caratterizzata dai particolari paramenti indossati dagli uomini, ognuno dei quali era chiamato a rappresentare una delle congregazioni religiose della città ma, attualmente, tali abiti sono stati sostituiti dai più moderni smoking, che hanno fatto perdere a tale rito parte del sapore arcaico che lo caratterizzava.
Dopo il 2002 prende vita una associazione Onlus che tra le altre attività nobili si occupa anche della organizzazione della processione del Cristo morto e dell’Addolorata.
La stessa associazione è presieduta Antonio d’Aiello, uomo di sani principi morali e cristiani.

Un’ulteriore riferimento dovuto è, per la crescita e la presenza sul territorio della comunità francescana, a padre Edoardo Scognamiglio, guardiano del convento di San Francesco d’Assisi e rettore della chiesa medesima in Maddaloni.

Approfondimenti
Venerdì Santo a Maddaloni (CE)

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