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La Passione napoletana di "Giuvà"

E vabbene, in questo periodo, Napoli e nell'occhio del ciclone, per la faccenda spazzatura, ma fortunatamente, il cinema parla di Napoli e della Campania:-), ci sono ben due pellicole che attualmente sono in programmazione nei nostri circuiti cinematografici.

locandinapassione.

«Passione», un film musicale che sicuramente riporta alla luce le nobili origini di un patrimonio ineguagliabile.

La prima e’ Benvenuti a sud del regista Luca Miniero Nord e Sud d’Italia si contrappongono mettendo in scena preconcetti e luoghi comuni che perdono consistenza di fronte all’umanità delle persone, quando si incontrano e scoprono il piacere di stare insieme.
L’altra, e’ quella di John Turturro, grande attore e regista di origini italiane presentata fuori concorso alla 67° Mostra del Cinema di Venezia, dove è stata accolta molto bene.
Un geniale documentario alla scoperta dei vicoli più conosciuti di Napoli, dove partecipano artisti contemporanei a renderle omaggio, attraverso canzoni di ieri e di oggi, un poutpourri di continui richiami a storiche ed attuali personaggi partenopei, il film ci offre un genuino affresco e allo stesso tempo surreale della città più animata, strapazzata, criticata, del nostro sud.

Turturro ha dichiarato: - “Questa è un’opera molto insolita ma speciale, per prepararmi ho ascoltato migliaia di canzoni del territorio, quello partenopeo è pieno di musica straordinaria”.


In questa sua ultima fatica che ha definito un’avventura musicale tutta italiana (anzi, napoletana), colorata e passionale, Turturro, ha analizzato a fondo il suo amore per l’Italia e, particolarmente per il capoluogo campano.
Il film è stato prodotto da Rai Cinema, Istituto Luce e Regione Campania e vede la partecipazione, tra gli altri, di Avion Travel, Pietra Montecorvino, Massimo Ranieri, Lina Sastri, Angela Luce, Peppe Barra, Raiz, James Senese, Fiorello, Enzo Avitabile e, voce storica della Napoli moderna, Pino Daniele.

John Turturro è molto legato e molto affascinato da Napoli e dalla Campania e ha definito il capoluogo partenopeo, il più grande Juke-box del mondo, ma non solo, la patria della canzone, con una tradizione secolare alle spalle che unisce la realtà alla leggenda e al mito.
Il film rincorre un filo che congiunge cantanti, musicisti, poeti e personaggi reali o leggendari e che narra senza luoghi comuni una delle metropoli più incantevoli e controverse del mondo, una delle pochissime, secondo John Turturro, a essere in grado di incarnare il lato “ideale” della vita.

Il regista esamina il capoluogo campano con occhio attento racchiudendo in questo grande Juke- Box pezzi tradizionali come “Carmela”eseguita in apertura del fil dalla grande Mina o come il “Canto delle lavandaie del Vomero” del 1200, a brani di Carosone come Caravan Petrol, magistralmente cantato ed interpretato da Fiorello, e con una conclusione ad opera della canzone manifesto di Pino Daniele Napul’è alternando i ricordi alla ricostruzione.
E, ancora, seguendo le voci della strada, la sceneggiata, il videoclip, le voci di miti del passato che si fondono con le sperimentazioni sonore di Raiz e degli Almamegretta, le interpretazioni di Pietra Montecorvino e Massimo Ranieri.

Tante le voci che rappresentano la musica napoletana, tanti i motivi contenuti nei testi, dall’amore alla gelosia, dal sesso alla protesta, fino all’immigrazione e al rispetto delle tradizioni.
La visione di John Turturro, sulla città di Napoli è molto semplice, ma nello stesso tempo, complice, curiosa, attenta e passionale e, soprattutto, interessata alla poetica delle melodie e alla loro capacità di rappresentare un universo e di arrivare ovunque nell’universo.
La cultura, e quindi la musica, napoletana sono internazionali, pur detenendo una sua dimensione tradizionale e proprio a tal proposito, il regista ha dichiarato che non bisogna disdegnare le culture e le forme popolari anche quando queste cedono agli stereotipi, come nel caso di Napoli, del sole, pizza e mandolino.
Fattori lungamente evitati e nascosti, forse anche troppo, e che andrebbero rivalutati.

Napoli manifesta tante cose: orgoglio, dramma, ironia, energia, cartolina, sentimento.
E ancora, intelligenza, cuore, sensualità, riso, pianto. E tutto questo si percepisce nella canzone napoletana. Dal disco a 78 giri fino al cd, anzi, alla sua morte, al tempo di internet.
John Turturro ha raccontato che in vista della realizzazione di questo film a casa sua negli ultimi due anni si è ascoltata solo musica napoletana di qualunque tipo ed ha sottolineato l’interesse verso le nuove forme di contaminazione, graffianti incontri di culture solo nominalmente straniere, come quella araba e sudamericana, da sempre sonorità confuse con quella partenopea.
Una curiosità: “Giuvà”, è il nome che ha voluto adottare Turturro per la sua venuta in terra Campana.
In conclusione, finalmente una bella immagine di una città che troppo spesso soffre di soprusi ed ha necessariamente bisogno di risorgere.

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