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PASTORE RUSSO MERIDIONALE

Il Pastore della Russia Meridionale (Jouznoruskaja Outcharka) è stato il primo pastore russo ad essere riconosciuto dalla F.C.I., nel 1983

Utilizzato nelle odierne regioni della Crimea e dell’Ucraina quale possente custode degli armenti è un pastore dal carattere duro e forte. Lo standard recita a proposito delle particolarità del comportamento: “caratterizzato da elevata reattività; è forte, equilibrato e vivace. Reazione dominante: molto attivo nella difesa”. Un cane decisamente “tosto”, quindi. Molto intelligente e recettivo ha trovato un ottimo utilizzo da parte delle forze armate sovietiche quale cane da guardia e difesa. E’ un cane estremamente equilibrato che può passare, comunque, alle vie di fatto in maniera molto decisa se sfidato da altri cani o allorché venga messa a repentaglio la sicurezza della famiglia o degli animali e delle proprietà che sono sotto la sua custodia. Sa essere un buon compagno di giochi o di escursioni per il suo carattere esuberante ed allegro; lo vedremo sempre al nostro fianco, pronto ad intervenire, ma mai ingiustificatamente in allarme; il Russo meridionale è estremamente affettuoso con i componenti del nucleo familiare, soprattutto bambini; gli estranei ed i semplici occasionali visitatori vengono tenuti costantemente sotto giudizio ed osservazione stretta.
La struttura fisica deve rappresentare, in chi lo osserva, una sensazione di potenza e robustezza, con ossatura massiccia e muscolatura fortemente sviluppata che unita, tuttavia, ad una grande agilità esprime notevole velocità e grazia nel movimento. L’altezza minima è per i maschi di 65 cm, tre in meno per le femmine (frequenti, tuttavia, i soggetti di 75 cm al garrese ed oltre). La testa è grande, larga; la fronte è ben sviluppata e larga con stop poco pronunciato; il muso è largo e potente, più corto della lunghezza del cranio; il tartufo è largo, nero; può decolorare in inverno nei soggetti a mantello candido.
La chiusura dei denti è a forbice. Gli occhi, lievemente a mandorla, devono essere scuri e disposti orizzontalmente. Il tronco è compatto con diametri trasversali molto sviluppati. Gli arti sono molto robusti con piedi grandi. Il mantello è costituito da un pelo lungo (10-15 cm.) spesso folto e leggermente ondulato, ruvido con abbondante sottopelo; generalmente di colore bianco uniforme (è il più apprezzato!), può anche essere bianco-grigiastro (cenere), bianco con tracce grigie, grigio maculato; più rari i mantelli bianco-fulvo, paglia e completamente grigio.
Ha una certa tendenza a formare boccoli se non curato adeguatamente. Una particolarità: i cuccioli nascono, a volte, grigio chiaro (per le estremità dei peli che sono grigie) e poi al primo cambio del mantello diventano bianchi candidi.

Essendoci dedicati all’allevamento pluridecennale di un’altra razza di pastori bianchi, i maremmano-abruzzesi, nel corso di un nostro viaggio di lavoro a Mosca e San Pietroburgo, abbiamo potuto vedere ottimi soggetti e di gran carattere e siamo rimasti assolutamente affascinati da questa razza. Nel marzo del 1991, quindi, - quando ancora in Italia non esisteva alcun soggetto di questa razza - abbiamo importato il nostro primo soggetto di Pastore della Russia meridionale, selezionato per noi da persona influente, all’apice dell’allora Federazione Cinologica Sovietica.
Il soggetto era il nostro piccolo Principe “Gvidon”, trafugato all’interno di una borsa e dichiarato come cucciolo di pastore polacco, sotto gli occhi dei doganieri russi, in quanto a quel tempo l’esportazione di questa razza era assolutamente vietata. Gvidon sarebbe poi diventato il primo soggetto a laurearsi Campione Italiano della sua razza, così come la sua compagna successivamente da noi acquistata in Ungheria “Eba”, sarebbe stata la prima Campionessa sul territorio nazionale.