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ARIEGEOIS

Cane utilizzato per la caccia a tiro ed a forzare. La sua taglia media e la sua leggerezza lo fanno un ausiliario preciso, dinamico, intraprendente sia da solo che in muta, capace di districarsi con facilità anche in terreni difficili

La sua caccia prediletta è la lepre, ma è ben utilizzato nella caccia al capriolo ed al cinghiale. Può essere adoperato sia in montagna sia in pianura: di carattere docile e ubbidiente, facile da addestrare.

CENNI STORICI

Come per molte altre razze di cani è, anche in questo caso, una provincia che da il nome a questo segugio. L’origine geografica è situata in quella parte ai piedi dei Pirenei che è oggi rappresentato dal dipartimento dell’Ariège. L’origine storica anche se abbastanza imprecisa è contemporanea all’arrivo del Bleu de Gascogne ed agli altri Gascon Saintongeois in questa regione. L’origine scientifica è tradizionalmente condensata in questa frase ” Incrocio tra il Bleu de Gascogne, o il Gascon Saintongeois, con dei briquets des pays d’Ariège”. Riassumendo si può dire che nel regione della catena dei Pirenei francesi si è stabilito progressivamente nel corso degli anni una razza di cane segugio mezzo sangue nata dall’incrocio trai briquets autoctoni e i nobili cani da seguita Gascons. Gli autori della fine del 19mo secolo soprattutto il Conte Elia de Vezins e il dottor P. Castets, ci parlano come di una razza già ben fissata, e molto utilizzata dai cacciatori locali. Con l’avvento della cinofilia ufficiale all’inizio del 20mo secolo, si rende possibile il riconoscimento ufficiale ma il club Gaston Phoebus, fondato nel 1907, non riuscitrà a dare l’impulso necessario per una gestione autonoma della razza. Nel 1978, la Société Centrale Canine decide, in riferimento alle origini, il suo collegamento al Club del Bleu de Gascogne. Da allora Ariegeois conosce una progressione regolare per quanto riguarda il numero e la consistenza così come per l’espansione su territorio nazionale e all’estero. Le iscrizioni alla Société Centrale Canine ci segnalano circa 500 iscizioni all’anno. La valorizzazione delle sue qualità venatorie non è sicuramente estranea a questo dato di fatto.

L’origine dell’Ariègeois ha provocato, ben più che in una razza pura, delle differenze importanti nella sua morfologia e nel suo tipo. L’omogeneità della razza è progredita lentamente superando in maniera straordinaria gli effetti delle mode, l’interpretazione degli standards ed ancora l’influenza degli allevatori, degli utilizzatori ed altri operatori cinofili. Gli esempi più eclatanti sono state le quattro modifiche della taglia che sono avvenute dal 1910 in poi. Attualmente l’Ariègeois ideale è stabilizzato sui 53/55 cm senza eccessiva pesantezza, molto elegante e nel contempo nobile nell’espressione.

Questo esige un’ossatura leggera ma non gracile, contribuendo ad una costruzione compatta con un rene corto e la groppa quasi orizzontale che si prolunga in una coda fine portata gaiamente. Gli arti, senza essere dritti, hanno angolazioni abbastanza aperte. L’armonicità di questo insieme è completata da una buona incollatura e una testa caratterizzata da uno sguardo attento e nel contempo dolce.

La prima descrizione del cranio, nel 1910, lo voleva con un salto occipitale marcato; questo corrisponde ad una forte influenza del Gascon Saintongeois, lasciando poco spazio alle forme più voluminose della testa del “briquet”. Lo standard del 1996 è stato voluto con l’intendimento di essere l’intermediario di queste due tendenze. L’occipite è molto poco pronunciato e le arcate zigomatiche impercettibili; la fronte piena e molto leggermente bombata si prolunga in uno stop marcato dolcemente con una canna nasale lunga quanto il cranio. Di profilo le linee della testa sono leggermente divergenti ed il labbro superiore è leggero, senza eccedere, così come la giogaia è ridotta notevolmente e l’orecchio non oltrepassa l’estremità del naso.

Da ultimo è importante parlare del mantello. Dove pure il primo standard ammetteva due possibilità; bianco e nero ma anche bleu. E’ verosimile che il mantello bleu, testimonianza del rinsanguamento con il Gascon, doveva rappresentare all’epoca una percentuale importante nella razza. Gli sforzi degli allevatori, condizionati da una descrizione più precisa, hanno prodotto ora un’Ariègeois dal mantello bianco con qualche traccia di macchie nere; le moschettature possono essere presenti ma in forma assai leggera e non massiccia. Questo riassunto dello standard attuale riprende i punti importanti che caratterizzano la razza. Il desiderio degli allevatori e responsabili del Club Francese, che hanno lavorato per la realizzazione dell’edizione del 1996, è stato quello di limitare le interpretazioni possibili e di definire in maniera corretta i criteri specifici che permettono di differenziare l’Ariègeois dalle diverse razze che sono servite a crearlo. La lista dei difetti ne è la prova e noi chiediamo ai giudici di essere rigorosi nella applicazione dello standard.

La prima descrizione di quello che veniva chiamato Cane dell’Ariege o Cane meticcio è stata fatta dal conte Elia de Vezins. La descrizione ebbe luogo nel 1910 in un manoscritto che relazionava sulle prove di caccia presso Labastide de Serou. Il Club Gaston Phoebus conosceva in quei tempi i suoi momenti di gloria ed in questo inizio di secolo figura come il pioniere nelle prove di selezione per il lavoro. L’Ariegeois era considerato come il cane da lepre di riferimento. Sicuramente, gli equipaggi praticavano la chasse a courre in zone collinari, addirittura montagnose e nonostante questo prendevano regolarmente le loro lepri; poi, molto velocemente, le sue qualità eccezionali hanno permesso alla razza di prendere piede e coinvolgere anche i cacciatori non solo nella zona di creazione. Se la lepre resta il suo selvatico preferito, l’Ariegeois ha saputo far valere le sue qualità su altri animali come il capriolo ed il cinghiale. Questa polivalenza, l’evoluzione della caccia, l’utilizzazione a solo, l’affermazione anche nelle prove di caccia hanno portato il Club a precisare per iscritto quello che viene definito come “stile di razza” ed a pubblicare recentemente lo standard di lavoro delle razze di cui si occupa ed cui ha la responsabilià.

Tenuto conto dei suoi vicini parenti, certe qualità sono comuni e considerate indispensabili come per tutti i cani del Mezzogiorno di Francia. La potenza e la finezza del naso, indispensabili nelle situazioni difficili, si accompagnano a tutte le migliori doti che gli provengono dal sangue nobile. L’iniziativa e l’intelligenza sono stati coltivati presso i cani dell’Ariege, molto spesso liberati nelle loro zone di montagna dove dovevano saper mantenere la traccia dell’animale con tenacia senza l’aiuto del conduttore. Queste attitudini, alle quali si aggiunge lo spirito di muta e la gran voce, devono permettergli di dominare con spigliatezza le importanti fasi della caccia che sono l’accostamento, i falli nei riallacci lunghi della seguita. Il suo spirito di iniziativa e la sua costruzione assicurano una seguita regolare, continua e veloce.Il nostro Ariegeois si dimostra quindi un eccellente cane sia per la caccia a tiro che a forzare. Inoltre si trova a proprio agio nelle difficoltà che caratterizzano l’inseguimento e ti seduce con la sua eleganza e la bellezza del mantello ma ancor di più per il suo carattere allegro e socievole. Noi ci auguriamo di vederlo migliorare ancora con successi in cinofilia ma sopratutto durante le prove e la caccia per il grande piacere che dona alle orecchie ed al cuore dei nostri appassionati cacciatori.

Gérard Thonnat - Presidente Nazionale Francese del Club Bleu de Gascogne, Gascon Santongeois, Ariegeois.

ASPETTO GENERALE

Segugio leggero, di media taglia, elegante e distinto.

COMPORTAMENTO-CARATTERE

Dalle razze che lo hanno generato e perfezionato ha attinto le doti migliori; è un cane che di grande passione e volontà, ottimo scovatore, di molta iniziativa. Dotato di grande voce è molto veloce nella seguita. Il carattere è socievole ed allegro, oltremodo ubbidiente.

TESTA

REGIONE CRANIALE

Cranio : Il cranio visto frontalmente è leggermente bombato, non troppo largo, con apofisi occipitale leggermente marcata.

Fronte : La fronte e spaziosa, le arcate sopracciliari poco marcate.

Stop : Stop appena accennato.

REGIONE FACCIALE

Tartufo : Nero, sviluppato, con narici ben aperte.

Labbra : Leggere e fini. Il labbro superiore copre la mascella inferiore senza rendere aguzzo il profilo del muso.

Canna nasale : Diritta o leggermente montonina, di eguale lunghezza del cranio.

Mascelle : Con dentature a forbice.

Guance : Asciutte.

Occhi : Ben aperti, scuri, palpebre ben aderenti, sguardo intelligente.

Orecchie : Fini, morbide, accartocciate, la loro lunghezza attiva al tartufo e non ne oltrepassa l’estremità. L’orecchio è ben attaccato sotto la linea dell’occhio.

COLLO : leggero, piuttosto esile, lungo e leggermente arcuato.

CORPO

Dorso : Muscoloso e sostenuto.

Rene : Tonico, leggermente curvo.

Groppa : Orizzontale.

Petto : Lungo, di media larghezza, scende fino al livello dei gomiti.

Torace : Lungo, moderatamente arrotondato.

Fianchi : Piatti e leggermente rilevati

CODA : Ben attaccata, fine alla sua estremità, arriva alla punta dei garretti, portata allegramente a lama di sciabola.

ARTI

Arti anteriori

Spalle : Moderatamente oblique, muscolose senza essere pesanti.

Gomiti : Ben aderenti al corpo.

Piede : Ovale, allungato (detto piede di lepre), dita asciutte e ben serrate.

Cuscinetti ed unghie : Nere. E’ tollerata qualche macchia di colore chiaro.

Arti posteriori

Visti nell’assieme sono ben proporzionati

Cosce : Abbastanza lunghe e muscolose senza eccesso.

Garretti : In linea con l’asse del corpo, ben discesi, senza speroni.

Il movimento è spontaneo, leggero e sciolto.

PIEDI : Solidi, asciutti e chiusi.

PELLE : Fine, elastica, non troppo aderente al corpo tanto da non presentare giogaia, ben tesa e senza pieghe.

MANTELLO

Pelo : Corto, fine e chiuso.

Colore : Bianco a tacche nere con contorni ben delimitati, possono esserci moscettature. Presenza di focature pallide agli occhi e sulle guance.

TAGLIA

Altezza al garrese : Maschi 0.52 a 0.58, femmine 0.50 a 0.56.

DIFETTI

Tutti i difetti saranno penalizzati a seconda della gravità.

Cranio piatto o troppo ogivale.
Orecchio troppo piatto, spesso, male attaccato, troppo lungo o troppo corto.
Profilo dell’estremità del muso troppo quadrato.
Presenza di rughe o di giogaia.
Occhio rotondo, congiuntiva lassa.
Linea superiore del corpo molle.
Groppa insellata, volume eccessivo.
Coda storta.
Soggetti timidi.
Arti

Ossatura insufficientemente sviluppata.
Piede a pantofola o molle.
Garretti vaccini

DIFETTI DA SQUALIFICA

Mancanza di tipo.
Tutti i colori non previsti dallo standard.
Occhio gazzuolo.
Gravi malformazioni anatomiche.
Tare genetiche malformanti.
Soggetto molto timido od aggressivo.
N.B. : I maschi devono avere due tessticoli di aspetto normale, ben discesi nello scroto.

Commenti dei lettori

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  • enrico.

    24 Jun 2010 - 05:09 - #1
    0 punti
    Up Down

    salve sono un amante di questa razza e per tanto ad agosto andro in francia sapreste indicarmi un affermato allevamento dove aaquistare dei cucccioli.grazie potete ris sulla mail.